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Sanità Puglia, 753 assunzioni: il 64% dei posti è per i medici

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Medico, infermiere e OSS con i dati sulle 753 assunzioni autorizzate nella sanità pugliese
Dei 753 posti finanziati con il Fondo sanitario nazionale, 480 sono riferiti ai medici, 42 agli infermieri e 19 agli OSS
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480 medici, 42 infermieri e 19 OSS. Il SSR conta 46.445 addetti: 15.311 nel dato aggregato 104, limitazioni e aspettative.

Sono 480 i medici su 753 assunzioni finanziate dal Fondo sanitario nazionale autorizzate con il nuovo piano assunzionale 2026 della sanità pugliese. Significa che il 63,7% dei posti di questa tranche è riferito ai medici, mentre agli infermieri sono attribuite 42 unità, pari al 5,6%, e agli operatori socio-sanitari 19, pari al 2,5%. È il dato che emerge mettendo in relazione i numeri pubblicati il 30 settembre 2026 dalla Regione Puglia. 

Il provvedimento autorizza complessivamente 753 assunzioni a valere sul Fondo sanitario nazionale per 66,32 milioni di euro. A queste si aggiungono, secondo il comunicato regionale, altre 259 unità finanziate attraverso PNES e PNRR, per un totale dichiarato di 1.012. Per queste ulteriori 259 unità, tuttavia, la Regione non ha pubblicato nello stesso comunicato una ripartizione per professione: il confronto percentuale tra medici, infermieri e OSS può quindi essere effettuato con certezza soltanto sulle 753 assunzioni FSN. 

Come sono distribuite le 753 assunzioni

La composizione comunicata dalla Regione è la seguente:

Figura professionaleAssunzioniQuota sulle 753
Medici48063,7%
Personale sanitario12917,1%
Tecnici di laboratorio e radiologia577,6%
Infermieri425,6%
OSS192,5%
Dirigenti sanitari101,3%
Dirigenti veterinari60,8%
Dirigenti tecnici professionali50,7%
Personale amministrativo30,4%
Dirigenti amministrativi20,3%
Totale753100%

Percentuali calcolate da NurseTimes sui dati ufficiali della Regione Puglia.

La voce “129 personale sanitario” non viene ulteriormente articolata per singolo profilo nel comunicato regionale, elemento che impedisce un confronto professionale ancora più dettagliato. 

Il SSR pugliese conta 46.445 unità: quasi 20mila sono infermieri

Un altro dato particolarmente rilevante è contenuto direttamente nella proposta di deliberazione regionale. Occorre precisare che non si tratta dei dipendenti dell’ente Regione Puglia, ma delle unità in servizio presso le Aziende e gli Enti del Servizio sanitario regionale.

La fotografia riportata nel provvedimento è questa: 

Profilo aggregatoUnità in servizio104/limitazioni/aspettativa ecc.Incidenza
Dirigenti medici8.0041.77722,2%
Dirigenti sanitari non medici1.35626519,5%
Dirigenti PTA2927425,3%
Personale infermieristico19.7307.21436,6%
Personale OSS5.2571.84435,1%
Personale tecnico sanitario843339,3%
Altro personale del comparto11.7224.10435,0%
Totale46.44515.31133,0%

Il confronto restituisce un dato significativo sulla composizione degli organici. Gli infermieri rappresentano circa il 42,5% delle 46.445 unità censite, mentre i dirigenti medici costituiscono circa il 17,2% e gli OSS l’11,3%. Nel piano delle 753 nuove assunzioni, invece, ai medici corrisponde il 63,7% delle autorizzazioni, agli infermieri il 5,6% e agli OSS il 2,5%.

Questo raffronto descrive la diversa distribuzione delle autorizzazioni, ma non equivale a un tasso di crescita netto degli organici: una parte delle assunzioni può infatti essere collegata a cessazioni, sostituzioni, stabilizzazioni o specifiche esigenze di discipline e servizi.

Il dato sulle “limitazioni”: attenzione a come viene interpretato

La tabella regionale necessita di una precisazione sostanziale. Il 33% non indica che un dipendente su tre abbia necessariamente una limitazione sanitaria alla mansione.

La voce utilizzata nel documento aggrega infatti personale in aspettativa, fruitori dei benefici della legge 104/1992, lavoratori con limitazioni alla mansione e altre condizioni. Di conseguenza, i 15.311 casi non possono essere descritti indistintamente come lavoratori “inidonei” o non pienamente operativi.

È la stessa Regione a spiegare che la spesa per il personale a tempo determinato è condizionata anche dalla presenza di lavoratori con limitazioni, inidoneità fisiche o benefici previsti dalla legge 104/1992 e che, in alcuni reparti, ciò può ridurre la flessibilità di impiego delle risorse disponibili. La deliberazione demanda però ai direttori generali una verifica puntuale delle singole situazioni, nel rispetto della normativa vigente. 

Per il personale infermieristico il valore aggregato è particolarmente elevato: 7.214 unità su 19.730, pari al 36,6%. Per gli OSS sono 1.844 su 5.257, pari al 35,1%, mentre tra i dirigenti medici il dato è di 1.777 su 8.004, pari al 22,2%. 

Assunzioni autorizzate, ma non senza condizioni

Il via libera della Giunta non significa che tutte le 753 unità possano essere reclutate senza ulteriori verifiche. La delibera stabilisce che le assunzioni debbano rispettare profili, discipline e Unità operative autorizzate, PTFP aziendali e tetti di spesa. 

Ci sono inoltre condizioni finanziarie particolarmente stringenti. Le aziende dovranno progressivamente ridurre la spesa per prestazioni aggiuntive, consulenze e personale in quiescenza. Se la riduzione attesa non dovesse verificarsi, il provvedimento prevede espressamente la sospensione delle assunzioni. 

Le Direzioni generali devono inoltre restare entro lo spazio finanziario derivante dalle cessazioni del 2026, tenendo conto dei costi già sostenuti per personale in quiescenza, prestazioni aggiuntive e consulenze. Qualora nel terzo trimestre 2026 venga rilevato a livello aziendale un incremento della spesa del personale, la delibera stabilisce che non si possa procedere alle assunzioni autorizzate. 

È quindi più corretto parlare di 753 assunzioni autorizzate entro precisi vincoli economici e organizzativi, non di 753 ingressi automaticamente garantiti.

Perché 480 medici e soltanto 42 infermieri nel piano FSN?

I numeri mostrano una forte concentrazione della tranche FSN sul personale medico, ma il documento non attribuisce questa distribuzione a un’unica scelta politica o organizzativa. L’istruttoria regionale dichiara di aver valutato, tra gli altri fattori, lo spazio finanziario generato dalle cessazioni, il grado di scopertura dei servizi, la tutela dei LEA, le reti tempo-dipendenti e le esigenze finanziate con fondi vincolati. 

In termini puramente numerici, rapportando le autorizzazioni all’organico indicato nella stessa delibera, le 480 assunzioni mediche corrispondono a circa 6 autorizzazioni ogni 100 dirigenti medici attualmente in servizio. Per gli infermieri il rapporto è di circa 0,21 ogni 100, mentre per gli OSS è di circa 0,36 ogni 100.

Anche in questo caso non si tratta di incrementi netti dell’organico, ma di un indicatore utile a comprendere la diversa dimensione delle autorizzazioni rispetto alle consistenze professionali attuali.

Per gli infermieri, il numero contenuto in questo specifico piano è dunque 42 assunzioni sulle 753 finanziate con FSN. Per gli OSS sono 19. Il provvedimento prevede inoltre che, nell’avvio delle procedure, le aziende utilizzino in via prioritaria le graduatorie già vigenti. 

Questo dato non va però automaticamente sovrapposto ai concorsi unici regionali da 1.000 infermieri e 1.000 OSS avviati in precedenza. Nel 2025 la Regione aveva infatti presentato quelle procedure come strumenti destinati alle aziende del SSR nell’ambito della programmazione allora vigente. Il nuovo provvedimento riguarda invece gli spazi assunzionali autorizzati per il 2026 e stabilisce specifici limiti economici e organizzativi. 

Per comprendere quanti candidati potranno concretamente essere chiamati sarà quindi necessario verificare, azienda per azienda, quali unità siano autorizzate, quali graduatorie risultino effettivamente utilizzabili e quanto spazio finanziario rimanga disponibile.

Il dato certo, allo stato degli atti, è che nella tranche di 753 assunzioni finanziate attraverso il Fondo sanitario nazionale la distribuzione è nettamente concentrata sui medici: 480 posti contro 42 per gli infermieri e 19 per gli OSS. Le ulteriori 259 unità PNES-PNRR potrebbero modificare il quadro complessivo per professione, ma la Regione non ne ha pubblicato nel comunicato del 30 settembre la ripartizione dettagliata. 

Redazione NurseTimes

Fonti

  1. Regione Puglia – “Giunta approva piani assunzionali aziende sanitarie pugliesi”, 30 settembre 2026. 
  2. Regione Puglia – Proposta di deliberazione ASM/DEL/2026/00064, “Autorizzazione alla spesa e approvazione dei Piani assunzionali 2026 delle Aziende ed Enti del SSR”, documento allegato e analizzato. 

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