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Asl Lecce, Fials: “Sanità provinciale al palo. Basta all’inerzia e all’involuzione delle relazioni sindacali”

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Vincenzo Gentile, segretario provinciale Fials Lecce.

La misura è colma. A distanza di settimane dal tavolo interlocutorio del 7 agosto scorso con la direzione strategica dell’Asl Lecce, rivelatosi l’ennesimo tentativo dilatorio e privo di riscontri concreti, la segreteria provinciale Fials rompe gli indugi e alza la voce.

Nessuna delibera, nessun documento tecnico trasmesso, nessuna risposta sulle priorità assistenziali e territoriali, nessuna risposta a denunce specifiche di malagestione (dal Pronto soccorso di Copertino alla Radiologia di Gallipoli) e un imbarazzante ritardo sul fronte economico e contrattuale

A cominciare dalla vertenza per:

  • differenziali economici di professionalità (Dep 2025, per il quale il promesso chiarimento tecnico non è mai arrivato, e Dep bando per il 2026, che non vede l’avviarsi le procedure);
  • pagamento della produttività anno 2025.

L’Asl Lecce continua a calpestare le regole del Ccnl e a ignorare le richieste di confronto consapevole avanzate dalla Fials.

Da mesi sono inevase le richieste di documentazione utile alla comprensione:

  • del Piano triennale di fabbisogno del personale (PTFP);
  • documentazione tecnica indispensabile ad affrontare con consapevolezza la trattativa sulla gestione dei fondi contrattuali del personale.

Una responsabilità aziendale inaccettabile, un ritardo che penalizza lavoratori e cittadini. Fials denuncia con forza che l’inaccettabile stallo nelle materie di gestione aziendale non può trovare alcuna alibi o giustificazione.

A differenza delle grandi questioni di carattere macro-economico regionale, qui siamo di fronte a una piena e autonoma responsabilità della dirigenza di Asl Lecce. Si tratta di una macroscopica involuzione delle relazioni sindacali rispetto alla precedente gestione, basata su un immobilismo ingiustificato, che blocca istituti contrattuali già finanziati e gestibili con le risorse regolarmente disponibili nel bilancio aziendale.

Non servono nuovi stanziamenti: serve la volontà politica di rispettare i lavoratori e il Contratto
  • A livello regionale, stop ai diktat sulla pelle dei cittadini e dei dipendenti. Accanto al fallimento della gestione locale, Fials Lecce fa propria e sostiene senza riserve la linea politico-sindacale promossa dalla segreteria regionale guidata da Massimo Mincuzzi e si dichiara pronta alla mobilitazione in campo regionale.
  • Non è più tollerabile che le difficoltà economiche derivanti dai disavanzi storici della sanità regionale – ripianati peraltro attraverso l’aumento della pressione fiscale (Irpef), mettendo le mani in tasca ai cittadini pugliesi – si traducano in un diktat calato dall’alto per comprimere i diritti di salute dei cittadini e i diritti contrattuali dei dipendenti.
I nodi strutturali che vanno sciolti subito
  • stop al blocco delle assunzioni negli enti e nelle società in house;
  • conclusione urgente delle procedure concorsuali aggregate per Infermieri e oss;
  • stabilizzazione del precariato storico e proroga immediata di tutti i contratti a tempo determinato in scadenza;
  • sblocco della mobilità intraregionale e revisione delle linee guida sulle prestazioni aggiuntive.
La diffida e l’ultimo richiamo all’Asl Lecce

Filas non accetta più passerelle o verbali di riunione che restano lettera morta. La direzione strategica di Asl Lecce è formalmente diffidata: se entro e non oltre una settimana non si aprirà un reale cronoprogramma di confronto operativo e non si darà seguito alle risposte dovute, la segreteria provinciale del sindacato procederà senza ulteriore preavviso al deposito del ricorso per comportamento antisindacale ex art. 28 della Legge 300/1970.

I lavoratori della sanità pubblica e i cittadini salentini meritano rispetto, sicurezza e tutele. La Fials c’è, vigila ed è pronta a tutte le mobilitazioni necessarie.

Redazione Nurse Times

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