L’associazione riunirà professionisti impegnati nel rischio clinico, nella qualità dell’assistenza e nella ricerca. Tra i progetti previsti, un osservatorio nazionale, strumenti operativi e una rivista scientifica ad accesso aperto.
Che cosa rende una cura davvero sicura? Non soltanto la capacità di intervenire quando qualcosa non funziona, ma soprattutto quella di individuare i rischi in anticipo, imparare dagli errori e costruire procedure capaci di prevenirli.
È con questa visione che a Bari nasce ANIQRC, l’Associazione Nazionale Infermieri Qualità e Rischio Clinico, costituita nel 2026 per riunire gli infermieri italiani impegnati nel miglioramento della qualità assistenziale, nella gestione del rischio clinico e nella ricerca scientifica.
L’associazione nasce in Puglia, ma guarda fin dall’inizio all’intero territorio nazionale. L’obiettivo è creare una rete di professionisti e gruppi di lavoro regionali attraverso i quali condividere esperienze, competenze, buone pratiche e strumenti concretamente utilizzabili nei servizi sanitari.
A guidare ANIQRC è il presidente e socio fondatore Giuseppe Fumai. Con lui fanno parte del direttivo: Claudio Morelli, vicepresidente; Giuseppe Colonna, segretario-tesoriere; Francesco Menolascina, coordinatore della rete e dello sviluppo nazionale.
“ANIQRC – spiega Fumai – è una comunità scientifico-professionale che unisce gli infermieri italiani impegnati quotidianamente nel miglioramento della qualità dell’assistenza, nella gestione del rischio clinico, nello sviluppo di linee guida, procedure e protocolli e nella ricerca scientifica per la sicurezza delle cure”.
Cos’è il rischio clinico
Con l’espressione “rischio clinico” si indica la possibilità che durante l’assistenza si verifichi un evento capace di causare un danno al paziente. Gestirlo significa studiare come e perché possano verificarsi errori o situazioni pericolose e adottare misure per prevenirli.
Gli esempi riguardano molti momenti della vita sanitaria: la corretta identificazione del paziente, la somministrazione dei farmaci, la prevenzione delle cadute e delle infezioni, il passaggio delle informazioni tra operatori, l’utilizzo dei dispositivi e la continuità assistenziale dopo una dimissione.
Il Ministero della Salute sottolinea che la gestione del rischio clinico comprende tutte le azioni rivolte a migliorare la qualità delle prestazioni e la sicurezza dei pazienti, anche attraverso la capacità delle organizzazioni di imparare dagli errori.
L’obiettivo, quindi, non è cercare un colpevole ogni volta che emerge una criticità. È comprendere che cosa non abbia funzionato e modificare il processo affinché lo stesso problema non si ripeta.
Perché il contributo degli infermieri è importante
Gli infermieri accompagnano la persona assistita durante tutte le fasi del percorso di cura e garantiscono una presenza continuativa nelle strutture sanitarie. Questa vicinanza permette loro di osservare precocemente cambiamenti clinici, difficoltà organizzative e situazioni potenzialmente pericolose.
“Come infermieri siamo i professionisti più vicini al paziente nelle 24 ore ed è per questo che sentiamo la responsabilità di guidare il cambiamento nel risk management sanitario”, afferma Fumai.
La conoscenza maturata nella pratica può diventare una risorsa per tutta l’organizzazione. Una criticità rilevata in reparto, se analizzata e condivisa, può portare alla revisione di una procedura, alla creazione di una checklist, all’introduzione di un’attività formativa o alla modifica di un passaggio assistenziale.
ANIQRC nasce per favorire proprio questo processo: collegare l’esperienza quotidiana degli infermieri alla ricerca e alla produzione di strumenti scientificamente fondati.
Le quattro aree di attività
L’associazione concentrerà il proprio lavoro su quattro ambiti principali:
- gestione del rischio clinico;
- miglioramento della qualità assistenziale;
- sviluppo di procedure e protocolli;
- ricerca infermieristica.
Si tratta di settori strettamente collegati. La ricerca permette di individuare le pratiche più efficaci; protocolli e procedure traducono le evidenze in comportamenti condivisi; la misurazione dei risultati aiuta a capire se gli interventi adottati abbiano realmente migliorato l’assistenza.
La finalità è rendere la sicurezza una parte ordinaria e organizzata del lavoro sanitario, evitando che dipenda soltanto dall’attenzione o dall’esperienza del singolo professionista.
Un osservatorio per analizzare qualità e sicurezza
Tra i progetti più rilevanti annunciati da ANIQRC c’è l’Osservatorio Nazionale Qualità & Rischio Clinico, che avrà il compito di raccogliere e analizzare dati e indicatori sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza delle cure.
Disporre di informazioni attendibili permette di conoscere le criticità più frequenti, confrontare esperienze differenti e valutare l’efficacia degli interventi realizzati. I dati possono inoltre aiutare professionisti e organizzazioni a individuare le priorità sulle quali concentrare formazione e risorse.
Sul portale dell’associazione è previsto anche un Toolkit della qualità, uno spazio dedicato a strumenti operativi, materiali e raccomandazioni utilizzabili dai professionisti. L’intenzione è offrire non soltanto contenuti teorici, ma supporti capaci di trovare applicazione nella pratica quotidiana.
Nasce anche una rivista scientifica infermieristica
ANIQRC sta lavorando alla realizzazione di PNJ – Primum Nursing Journal, una rivista scientifica dedicata alla qualità dell’assistenza, al rischio clinico e alla ricerca infermieristica.
Il progetto prevede un modello di accesso aperto e gratuito, così da facilitare la diffusione della conoscenza tra professionisti, studenti, ricercatori e organizzazioni sanitarie. La possibilità di consultare liberamente studi, esperienze e progetti può favorire una maggiore partecipazione degli infermieri alla ricerca e rendere più rapido il trasferimento delle evidenze nella pratica.
Dalla Puglia una rete aperta all’Italia
ANIQRC rivendica con orgoglio la propria origine pugliese, considerandola il punto di partenza di un percorso nazionale.
“Non siamo solo bravi a far crescere le cose, ma anche a farle nascere qui, per poi ramificarsi capillarmente in tutte le regioni attraverso iscritti, gruppi di lavoro e un osservatorio dedicato”, sottolinea il presidente.
L’associazione apre ora la propria rete ai professionisti interessati. Attraverso il sito ufficiale sarà possibile conoscere le attività previste e presentare la richiesta di adesione.
La sfida è trasformare concetti come qualità, prevenzione e sicurezza in azioni quotidiane riconoscibili: procedure aggiornate, segnalazioni utilizzate per imparare, professionisti formati, dati analizzati e buone pratiche condivise.
Da Bari nasce così una nuova comunità infermieristica che punta a crescere in tutta Italia. Il principio dal quale parte è semplice: una cura di qualità non è soltanto quella che raggiunge il risultato desiderato, ma quella che lo raggiunge proteggendo il paziente e imparando continuamente dall’esperienza.
Guido Gabriele Antonio
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