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Manovra 2027, Schillaci chiede 5,5 miliardi in più per la sanità: infermieri tra le priorità

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Assunzioni di infermieri, prevenzione, tariffe, farmaci ed energia tra le priorità: il confronto con il Mef entra nella fase decisiva.

La Manovra 2027 entra nel vivo e il ministero della Salute prova a mettere al centro della prossima legge di Bilancio il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale, partendo dal nodo più urgente: il personale.

Secondo quanto riportato il 30 agosto 2026 da Repubblica, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, avrebbe avanzato al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, una richiesta di circa 5,5 miliardi di euro aggiuntivi rispetto alle risorse già programmate per il 2027. La cifra non risulta, al momento, formalizzata in un testo della Legge di Bilancio e va quindi considerata una richiesta nell’ambito del negoziato tra i ministeri, non uno stanziamento già acquisito. 

La direzione politica, però, è stata confermata dallo stesso Schillaci. A fine luglio il ministro aveva spiegato che il confronto con Giorgetti era già iniziato e che gli importi erano ancora “in corso di definizione”, indicando tra gli obiettivi nuove assunzioni, una maggiore valorizzazione economica di medici e infermieri e il potenziamento dell’assistenza

Manovra 2027 sanità: il Fondo parte da circa 143,8 miliardi

Per comprendere la portata della richiesta occorre partire dagli stanziamenti già previsti dalla legislazione vigente. La documentazione parlamentare relativa alla Legge di Bilancio 2026 ricostruisce il fabbisogno sanitario nazionale standard in circa 143 miliardi per il 2026 e 143,75 miliardi per il 2027. L’aumento, già incorporato tra i due esercizi, è quindi relativamente contenuto rispetto alla crescita dei costi del sistema. 

È su questa base che il ministero della Salute starebbe tentando di ottenere un incremento molto più consistente. Occorre inoltre distinguere due indicatori spesso sovrapposti nel dibattito pubblico: il rapporto tra Fondo sanitario e Pil e quello tra spesa sanitaria complessiva e Pil. Non sono la stessa grandezza. In un question time parlamentare il ministero della Salute ha indicato per il 2026 una spesa sanitaria intorno al 6,5% del Pil, mentre altre elaborazioni riferite specificamente al Fondo sanitario restituiscono percentuali inferiori. 

Un miliardo per continuare ad assumere: gli infermieri tra le priorità

Uno dei capitoli più rilevanti della proposta riguarda il personale. Secondo la ricostruzione pubblicata da Repubblica, circa 1 miliardo di euro potrebbe essere destinato alla prosecuzione del piano straordinario di assunzioni, con particolare attenzione agli infermieri.  Il tema non è secondario. L’Italia continua infatti a presentare una dotazione infermieristica inferiore alla media dei principali Paesi industrializzati.

Il rapporto OECD Health at a Glance 2025 registra in Italia 6,9 infermieri in attività ogni 1.000 abitanti, contro una media Ocse di 9,2. Sul fronte medico, al contrario, l’Italia conta 5,4 medici ogni 1.000 abitanti, contro una media Ocse di 3,9. 

La Fnopi rileva inoltre che al 30 giugno 2026 gli iscritti all’Albo unico nazionale erano 464.193, in crescita di 2.880 unità rispetto allo stesso periodo del 2025. Il numero degli iscritti, tuttavia, comprende professionisti di pubblico, privato, libera professione e anche soggetti che non esercitano attivamente nel Ssn. Non può quindi essere utilizzato direttamente come misura degli organici ospedalieri disponibili. 

Assumere non basta: resta il problema dell’attrattività

Le risorse della Manovra dovranno dunque confrontarsi con una questione più ampia del semplice numero di posti autorizzati: rendere nuovamente attrattivo il lavoro nel Servizio sanitario nazionale. Il ministro Schillaci, commentando il rinnovo del Ccnl Sanità 2025-2027 del 29 luglio, ha già indicato la volontà di proseguire con la valorizzazione economica del personale anche nella prossima Legge di Bilancio. 

Il tema riguarda stipendi, progressioni professionali, incarichi, condizioni di lavoro, turnistica e capacità delle aziende sanitarie di trattenere i professionisti. Ed è strettamente collegato alla sanità territoriale: per rendere operative case della comunità, assistenza domiciliare e nuovi servizi previsti dal Dm 77/2022 servono infatti organici aggiuntivi, e in particolare infermieri di famiglia o comunità.

Tariffe della specialistica: un altro miliardo sul tavolo

Un secondo capitolo da circa 1 miliardo, secondo la ricostruzione giornalistica, sarebbe destinato all’aggiornamento delle tariffe delle prestazioni specialistiche. Si tratta di una voce strategica perché le tariffe incidono direttamente sulla capacità delle Regioni e delle strutture del Ssn di programmare ed erogare prestazioni, soprattutto in una fase in cui la riduzione delle liste d’attesa rimane uno degli obiettivi prioritari.

Il ministero della Salute ha più volte collegato le risorse aggiuntive degli ultimi anni ad assunzioni, prestazioni aggiuntive e abbattimento dei tempi di attesa. Per il solo 2026 sono state inoltre previste specifiche risorse per prestazioni aggiuntive del personale sanitario. 

Prevenzione, vaccini, salute mentale e fragilità

Il pacchetto del ministero della Salute sarebbe molto più ampio del solo personale. Tra le aree indicate figurano prevenzione, nuovo Piano vaccinale, malattie rare, autismo, salute mentale, disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, dipendenze, Alzheimer, non autosufficienza e fine vita. Alcune di queste direttrici sono già presenti nella programmazione sanitaria nazionale.

Il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, approvato con Intesa Stato-Regioni il 21 maggio 2026, ha per esempio previsto ulteriori 50 milioni di euro per il 2026 destinati alle attività preventive territoriali. 

Sul fronte della non autosufficienza Schillaci ha inoltre annunciato l’obiettivo di portare nel 2027 a oltre 1 miliardo di euro le risorse per l’assistenza alle persone fragili, comprendendo assistenza domiciliare e reti territoriali di supporto. 

Farmaci, nel 2025 la spesa pubblica ha sfiorato 25 miliardi

Accanto alle nuove politiche sanitarie, la manovra dovrà assorbire l’aumento dei costi strutturali. Uno dei dossier più delicati è quello della spesa farmaceutica.

I dati ufficiali Aifa indicano che nel 2025 la spesa farmaceutica pubblica complessiva, considerando convenzionata, acquisti diretti e ossigeno, è stata pari a circa 24,97 miliardi di euro, equivalente al 18,44% del Fondo sanitario nazionale. 

Il monitoraggio Aifa è effettuato mensilmente e serve anche a verificare eventuali superamenti dei tetti di spesa e l’attivazione dei meccanismi di ripiano. È quindi corretto considerare la farmaceutica una delle principali pressioni sui bilanci regionali, anche se l’evoluzione futura dipenderà da prezzi, nuovi farmaci, volumi prescrittivi e politiche di governance.

Energia e bollette degli ospedali: la voce che pesa sui bilanci

Un altro capitolo riguarda i costi energetici delle strutture sanitarie. Ospedali e grandi presidi sono strutture energivore, operative 24 ore su 24, e l’aumento dei prezzi dell’energia può produrre effetti importanti sui bilanci delle aziende sanitarie.

Lo stesso Giorgetti, parlando delle possibilità offerte dalle clausole europee per le spese energetiche, ha indicato tra gli ambiti da affrontare anche il funzionamento di riscaldamento e climatizzazione di scuole e ospedali. Il capitolo energetico entra dunque direttamente nel confronto sulla sostenibilità economica del Ssn.

Cosa cambia per infermieri e professionisti sanitari

Per gli infermieri il punto decisivo sarà capire quanto della richiesta del ministero dlla Sanità riuscirà effettivamente a entrare nella Legge di Bilancio 2027 e con quali vincoli di destinazione.

Un miliardo destinato al personale potrebbe creare margini per nuove assunzioni, ma l’effetto concreto dipenderebbe dai criteri di riparto tra Regioni, dai piani dei fabbisogni, dalle capacità assunzionali delle singole aziende e dalle eventuali disposizioni sui limiti di spesa del personale.

La questione è ancora più rilevante considerando l’espansione della rete territoriale. Nell’aprile 2026 Schillaci aveva parlato di 600 milioni per assumere personale, compresi medici e infermieri, nelle case della comunità.  Il passaggio dalla costruzione delle strutture alla loro piena operatività dipenderà infatti sempre più dalla disponibilità di professionisti.

La partita con il Mef è ancora aperta

Al 31 agosto 2026 il punto fondamentale è questo: i 5,5 miliardi aggiuntivi non costituiscono ancora una misura approvata. L’Ansa aveva già riferito il 12 agosto di una richiesta del ministero della Salute nell’ordine di almeno 5 miliardi, mentre Repubblica ha successivamente indicato in 5,5 miliardi la cifra portata al tavolo del Mef. 

La coerenza tra le due ricostruzioni rafforza l’esistenza di una richiesta consistente, ma l’importo definitivo dovrà passare dal negoziato politico e dalle compatibilità di finanza pubblica. Per la sanità italiana sarà una delle partite centrali dell’autunno. La distanza tra le risorse richieste e quelle che saranno effettivamente autorizzate dirà molto sulla possibilità di trasformare gli obiettivi dichiarati – più infermieri, meno liste d’attesa, prevenzione e territorio più forti – in interventi realmente attuabili.

Redazione NurseTimes

Fonti ufficiali consultate

  • Ministero della Salute, comunicato del 29 luglio 2026 sul CCNL Sanità 2025-2027 e sulla prosecuzione della valorizzazione economica del personale nella prossima legge di Bilancio. 
  • Ministero della Salute, Question Time alla Camera del 29 luglio 2026 su finanziamento SSN e liste d’attesa. 
  • Camera dei deputati, documentazione sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale. 
  • Senato della Repubblica, dossier sulla legge di Bilancio 2026 con le proiezioni del fabbisogno sanitario 2026-2028. 
  • AIFA, monitoraggio della spesa farmaceutica gennaio-dicembre 2025. 
  • FNOPI, DataCorner, dati Albo unico nazionale al 30 giugno 2026. 
  • OECD, Health at a Glance 2025 – Italy. 
  • Ministero della Salute, Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031. 
  • Fonte originaria della notizia: Repubblica, 30 agosto 2026, Michele Bocci, “Manovra, dagli infermieri alle bollette per gli ospedali: le richieste di Schillaci”. 

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