Home NT News USA, la FDA autorizza il primo robot autonomo per i prelievi di sangue
NT News

USA, la FDA autorizza il primo robot autonomo per i prelievi di sangue

Condividi
Robot autonomo per il prelievo di sangue individua una vena nel braccio di un paziente sotto la supervisione di un sanitario.
La FDA ha autorizzato negli Stati Uniti Aletta, primo dispositivo robotico autonomo capace di completare un prelievo venoso sotto supervisione professionale.
Condividi
Aletta individua la vena e completa il prelievo senza intervento manuale: un professionista formato può supervisionare fino a tre robot.

Un robot capace di individuare autonomamente una vena, applicare il laccio emostatico, inserire l’ago, riempire le provette e applicare il cerotto entra ufficialmente nella sanità statunitense. Il 19 agosto 2026 la Food and Drug Administration (FDA) ha autorizzato Aletta, dispositivo sviluppato dall’azienda olandese Vitestro e definito dall’autorità americana il primo sistema robotico autonomo standalone autorizzato negli Stati Uniti per effettuare prelievi di sangue senza l’intervento manuale diretto dell’operatore.

La notizia, rilanciata in Italia il 24 agosto da RaiNews su fonte Ansa, apre inevitabilmente il dibattito sull’automazione di alcune procedure sanitarie e sul possibile impatto per infermieri e altri professionisti. Ma occorre fare subito una precisazione: la FDA collega l’innovazione alla carenza di flebotomisti, cioè personale specificamente formato nell’esecuzione dei prelievi, e non afferma che il robot sia stato autorizzato per sostituire gli infermieri.

Anche parlare genericamente di un robot che “fa le analisi del sangue” può essere fuorviante: Aletta preleva e raccoglie il campione biologico, mentre le successive analisi vengono effettuate con le normali apparecchiature di laboratorio.

Come funziona Aletta, il robot che esegue autonomamente il prelievo

Il funzionamento del dispositivo combina luce nel vicino infrarosso, ecografia e Doppler. Il sistema analizza il braccio del paziente e ricerca un vaso adatto al prelievo, distinguendo le vene dalle arterie.

Se non individua una vena considerata idonea, il robot non procede con la puntura. Quando invece i parametri sono compatibili con la procedura, Aletta gestisce autonomamente le diverse fasi: applicazione del laccio emostatico, preparazione della cute, inserimento dell’ago, gestione e sostituzione delle provette, rimozione e smaltimento dell’ago e applicazione finale della medicazione.

È quindi un livello di automazione ben superiore ai dispositivi già utilizzati per facilitare la visualizzazione delle vene.

Il sistema integra inoltre diverse misure di sicurezza. Secondo la FDA, se il paziente effettua movimenti eccessivi durante il prelievo, il meccanismo può interrompere automaticamente la procedura; ulteriori sensori possono fermare il dispositivo e richiedere l’intervento del supervisore in presenza di condizioni considerate non sicure.

Il robot non lavora senza supervisione umana

Uno degli aspetti più importanti dell’autorizzazione FDA riguarda proprio il ruolo dell’operatore sanitario.

Aletta è stata autorizzata per pazienti adulti in contesti ambulatoriali e deve essere utilizzata sotto la supervisione di una persona adeguatamente formata nella flebotomia. È il supervisore ad avviare la sessione e a rimanere disponibile nel caso si verifichino problemi.

Una sola persona addestrata può, secondo le condizioni previste dal dispositivo, supervisionare contemporaneamente fino a tre sistemi Aletta.

Al termine del prelievo il professionista verifica inoltre che le provette siano state raccolte nell’ordine corretto e che il volume di sangue sia adeguato.

Questo elemento cambia significativamente l’interpretazione della notizia: non siamo davanti a una completa eliminazione dell’intervento umano, ma all’automazione di una procedura tecnica sotto supervisione professionale.

Cosa dicono gli studi: successo al primo tentativo nel 94,5% dei casi

Alla base dell’autorizzazione vi sono anche dati clinici successivamente pubblicati nella letteratura scientifica.

Uno studio multicentrico pubblicato il 10 aprile 2026 su Clinical Chemistry ha valutato prestazioni, sicurezza ed esperienza dei pazienti con il sistema robotico nell’ambito dello studio ADOPT – Autonomous Blood Drawing Optimization and Performance Testing. La ricerca è stata condotta in centri ambulatoriali nei Paesi Bassi.

Nella parte dello studio dedicata all’utilizzo clinico di routine sono stati coinvolti 1.633 pazienti sottoposti a prelievo robotizzato.

Quando il dispositivo individuava una vena idonea, il tasso complessivo di successo al primo tentativo era del 94,5%.

Le percentuali riportate nello studio sono risultate elevate anche in gruppi potenzialmente più complessi:

  • 92,7% nei pazienti che riferivano un accesso venoso difficile;
  • 97,4% nelle persone con obesità;
  • 93,4% nei partecipanti di almeno 65 anni.

Gli eventi avversi correlati al dispositivo sono stati descritti dagli autori come rari e di lieve entità, con un’incidenza dello 0,6%.

Sul piano dell’esperienza riferita dal paziente, il 90% degli intervistati ha descritto un dolore inferiore oppure simile rispetto al prelievo manuale. I ricercatori sottolineano tuttavia alcuni limiti dello studio, tra cui l’assenza, nella seconda coorte, di un gruppo di controllo sottoposto contemporaneamente a flebotomia manuale e il fatto che il dispositivo non abbia individuato una vena adatta in tutti i soggetti sottoposti allo screening.

Un altro elemento da considerare nell’interpretazione dei risultati è che tra gli autori figurano ricercatori appartenenti a Vitestro e lo studio risulta finanziato dall’azienda produttrice.

Perché gli Stati Uniti stanno puntando sull’automazione dei prelievi

La FDA ha collegato esplicitamente l’autorizzazione anche alle difficoltà nel reperire personale qualificato per la flebotomia.

I dati del U.S. Bureau of Labor Statistics indicano circa 139.700 flebotomisti occupati negli Stati Uniti nel 2024. L’occupazione della categoria è prevista in crescita del 6% tra il 2024 e il 2034, con una media stimata di circa 18.400 opportunità lavorative ogni anno, considerando nuovi posti e necessità di sostituire chi lascia la professione.

L’aumento dell’età media della popolazione e della domanda di prestazioni sanitarie è destinato, secondo il BLS, a mantenere elevata anche la necessità di esami ematici.

Esiste parallelamente una forte domanda di infermieri. Negli Stati Uniti risultavano circa 3,39 milioni di Registered Nurses nel 2024 e il Bureau of Labor Statistics prevede circa 189.100 aperture occupazionali medie ogni anno fino al 2034, in gran parte legate anche al turnover della forza lavoro.

I due fenomeni sono quindi collegati alla più generale pressione sul personale sanitario, ma non vanno confusi: l’autorizzazione FDA di Aletta richiama espressamente la disponibilità di personale formato nella flebotomia.

La tecnologia pone comunque una domanda destinata a diventare sempre più centrale: quali attività sanitarie potranno essere automatizzate senza ridurre qualità, sicurezza e responsabilità professionale?

Aletta rappresenta un esempio concreto di automazione di una procedura ripetitiva e ad alto volume.

In prospettiva, dispositivi di questo tipo potrebbero alleggerire il carico di attività tecniche in grandi centri prelievi e consentire ai professionisti di concentrarsi su pazienti complessi, accessi venosi difficili, valutazione clinica, educazione sanitaria e gestione delle eventuali complicanze.

Ma il modello autorizzato dalla FDA non elimina la presenza professionale: la trasforma da esecuzione diretta a supervisione del processo automatizzato.

Diventano quindi centrali nuove competenze: controllo della tecnologia, identificazione delle situazioni nelle quali il sistema non deve essere utilizzato, gestione dell’errore, verifica della qualità del campione, sicurezza del paziente e capacità di intervenire qualora l’automazione si interrompa.

Sono questioni che interessano direttamente anche il futuro della professione infermieristica, soprattutto in un contesto nel quale robotica e intelligenza artificiale stanno progressivamente entrando negli ospedali.

Un precedente europeo: Aletta aveva già ottenuto il marchio CE

La tecnologia non nasce con l’autorizzazione statunitense.

Vitestro aveva annunciato nell’agosto 2024 il conseguimento della marcatura CE per il proprio sistema autonomo di prelievo, aprendo la strada alla commercializzazione europea nel quadro del Medical Device Regulation. Nell’agosto 2026 è arrivato il passaggio regolatorio statunitense attraverso il percorso De Novo, utilizzato dalla FDA per dispositivi innovativi di rischio basso o moderato privi di una precedente classificazione adeguata.

L’autorizzazione americana crea inoltre una nuova classificazione regolatoria con specifici controlli in materia di etichettatura, test di prestazione e valutazione clinica.

Robot al posto degli infermieri? La risposta, per ora, è no

L’immagine del “robot infermiere” è certamente efficace sul piano mediatico, ma non descrive correttamente ciò che la FDA ha autorizzato.

Aletta è un dispositivo medico robotico per la flebotomia, non un infermiere artificiale. Non valuta globalmente il paziente, non pianifica l’assistenza, non assume decisioni clinico-assistenziali e non sostituisce le competenze proprie delle professioni sanitarie.

Automatizza invece una sequenza tecnica molto precisa.

La vera novità di agosto 2026 è proprio questa: per la prima volta negli Stati Uniti un dispositivo autonomo è stato autorizzato a eseguire l’intera procedura di prelievo venoso senza che un operatore debba materialmente manovrare l’ago.

Per infermieri e altri professionisti sanitari il tema da osservare nei prossimi anni sarà quindi meno “robot contro esseri umani” e molto più come integrare robotica e competenze professionali garantendo sicurezza, responsabilità, qualità dei campioni e centralità del paziente.

Redazione NurseTimes

Approfondimento NurseTimes

  • Quando il medico non c’è: l’intelligenza artificiale può aiutare gli infermieri, non sostituirli. (Nurse Times)
  • “Intelligenza artificiale e professione infermieristica”
    L’intelligenza artificiale nell’infermieristica: un nuovo paradigma di cura. (Nurse Times)
  • “Robot e futuro dell’assistenza infermieristica”
    Intelligenza artificiale e pratica infermieristica: i robot sostituiranno l’uomo?. (Nurse Times)
Fonti ufficiali consultate
  • Food and Drug Administration (FDA), 19 agosto 2026 – comunicazione ufficiale sull’autorizzazione del primo dispositivo robotico autonomo per il prelievo di sangue. (U.S. Food and Drug Administration)
  • FDA – De Novo database – registrazione di Aletta Autonomous Robotic Phlebotomy Device, Vitestro, autorizzazione del 19 agosto 2026. (Access Data)
  • Clinical Chemistry, Giesen et al., Performance, Safety, and Patient Experience of an Autonomous Robotic Phlebotomy Device: A Multicenter Trial, pubblicato online il 10 aprile 2026, vol. 72, n. 8, pp. 845-856. (OUP Academic)
  • PubMed, PMID 41967464 – studio multicentrico ADOPT sulla flebotomia robotizzata. (PubMed)
  • U.S. Bureau of Labor Statistics – Occupational Outlook Handbook, Phlebotomists. (Bureau of Labor Statistics)
  • U.S. Bureau of Labor Statistics – Occupational Outlook Handbook, Registered Nurses. (Bureau of Labor Statistics)
  • RaiNews/Ansa, 24 agosto 2026 – notizia italiana da cui prende spunto l’articolo. (RaiNews)

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Sisma di Amatrice 2016, soccorritori e infermiere impegnati tra macerie e feriti durante le operazioni di emergenza.
LazioNT NewsRegionali

Amatrice, 10 anni dal sisma: le 13 ore dell’infermiere Andrea Sebastiani

Nel decennale del terremoto del 24 agosto 2016, OPI Rieti rilancia la...

NT NewsO.S.S.

Concorso oss 2026: rifacimento del letto occupato e libero. Procedura ed errori da evitare

Letto libero e letto occupato: preparazione del materiale, gestione della biancheria, sicurezza...

Annuncio social di un OSS e simboli di sondino e accesso venoso per spiegare i limiti tra competenze OSS e infermieristiche
NT NewsO.S.S.

“Somministro farmaci via sondino e vena”: l’annuncio su Facebook di un OSS fa discutere

Nel post pubblicato su Facebook e messo in evidenza dall’Associazione “Nessuno Tocchi...

InfermieriNormativeNT News

Assistente infermiere, TAR Lazio: ricorso Nursing Up inammissibile. La sentenza

Il Tribunale amministrativo dichiara inammissibile il ricorso del sindacato e chiarisce limiti,...