Era stato arrestato giovedì scorso dai carabinieri di Rimini con l’accusa di abusi sessuali ai danni di una disabile 41enne, ospite di una struttura assistenziale della Valmarecchia. Abusi risalenti al 28 maggio, che il protagonista della vicenda, un operatore socio-sanitario (oss) sudamericano, ha ora ammesso di aver effettivamente compiuto.
Davanti al gip di Rimini, Alessandro Capodimonte, l’uomo si è detto pentito del gesto, aggiungendo di aver agito in stato di alterazione da alcol. Al termine dell’interrogatorio di convalida il giudice ne ha disposto il trasferimento dal cercare di Rimini a una comunità di accoglienza per persone con problemi di alcol, dove resterà agli arresti domiciliari.
La vittima, alle prese sin dalla nascita con gravi patologie invalidanti, si era trovata in condizione di “minorata difesa”, impossibilitata a opporre resistenza. Del suo profondo turbamento si era accorta un’operatrice della struttura, che l’aveva vista in lacrime. Malgrado le limitazioni comunicative, era riuscita a indicare l’oss come autore degli abusi, attraverso il sistema di risposte sì/no che adopera abitualmente.
Le indagini dei carabinieri di Rimini, coordinate dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi, hanno trovato riscontri decisivi negli esami clinici e nel ritrovamento di tracce biologiche sugli indumenti della 41enne. Una consulenza tecnica ha inoltre confermato la piena attendibilità della donna nel percepire e riferire i fatti, escludendo fenomeni di suggestione.
Redazione Nurse Times
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