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Ccnl Sanità 2025-2027, Coina: “Bene gli aumenti, ma la valorizzazione è ancora lontana”

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato Coina.

Il sindacato delle professioni sanitarie Coina valuta con equilibrio la firma dell’ipotesi di rinnovo del Ccnl Sanità 2025-2027, riconoscendo i passi avanti compiuti sul piano economico e normativo, ma ribadendo che il percorso verso una reale valorizzazione delle professioni sanitarie è ancora lontano dall’essere completato.

“È giusto riconoscere che questo contratto introduce elementi positivi – dichiara Marco Ceccarelli (foto), segretario nazionale Coina -. Gli incrementi economici, il rafforzamento di alcune indennità, le nuove garanzie sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale e alcuni interventi sull’ordinamento professionale rappresentano segnali importanti. Sarebbe scorretto non riconoscerlo. Ma sarebbe altrettanto sbagliato sostenere che il problema della valorizzazione delle professioni sanitarie sia stato risolto”.

LE LUCI DEL RINNOVO CONTRATTUALE: EPPUR QUALCOSA SI MUOVE…

L’accordo mette a disposizione nuove risorse per il comparto, introduce incrementi retributivi, aggiorna alcuni istituti contrattuali e affronta per la prima volta il tema dell’impiego dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro, prevedendo tutele per i professionisti rispetto all’utilizzo di sistemi automatizzati che incidano sul rapporto di lavoro.

“Sono innovazioni che meritano di essere valorizzate – prosegue Ceccarelli -. Ogni passo avanti è positivo quando migliora le condizioni di lavoro dei professionisti sanitari. Tuttavia non possiamo ignorare che questi interventi rappresentano solo una parte delle risposte necessarie”.

MA LE RISORSE NON BASTANO

Per il Coina gli aumenti previsti dal rinnovo costituiscono un miglioramento rispetto al precedente Ccnl, ma non sono ancora sufficienti a recuperare anni di perdita del potere d’acquisto, né a rendere realmente attrattive le professioni sanitarie.

“Le risorse possono e devono essere ben altre – afferma Ceccarelli -. Chi ogni giorno garantisce l’assistenza ai cittadini opera con responsabilità sempre maggiori, affronta turni pesanti, carenze di personale e livelli di complessità assistenziale in continua crescita. È evidente che il riconoscimento economico debba essere molto più consistente”.

Secondo il Coina, permane inoltre il divario tra le retribuzioni dei professionisti sanitari italiani e quelle riconosciute in numerosi Paesi europei: “L’obiettivo deve essere quello di avvicinare progressivamente gli stipendi italiani agli standard europei. Solo così potremo trattenere i professionisti, contrastare la fuga verso l’estero e restituire attrattività al Servizio sanitario nazionale”.

UN CONTRATTO DEDICATO ALLE PROFESSIONI SANITARIE. QUANDO?

Per il Coina il rinnovo contrattuale rafforza una convinzione che il sindacato sostiene da tempo. “Le professioni sanitarie – dichiara Ceccarelli – hanno ormai una propria identità, competenze altamente specialistiche, responsabilità crescenti e un’autonomia professionale che richiedono strumenti contrattuali adeguati. Per questo continuiamo a chiedere con forza l’avvio di un percorso che conduca a un contratto dedicato alle professioni sanitarie”.

Secondo il sindacato, un Ccnl dedicato rappresenterebbe lo strumento più efficace per valorizzare competenze, percorsi di carriera, responsabilità e specificità professionali, superando i limiti di un sistema che oggi fatica a dare risposte omogenee a figure sempre più qualificate.

IL NODO DEGLI INFERMIERI DI FAMIGLIA E DI COMUNITÀ

Tra le principali criticità ancora aperte il Coina richiama l’attenzione sulla mancata disciplina contrattuale dell’infermiere di famiglia e di comunità, figura strategica per lo sviluppo dell’assistenza territoriale previsto dal Dm 77.

“Non è sufficiente prevederne l’impiego nelle case di Comunità e negli ospedali di comunità, se poi manca un vero riconoscimento contrattuale – osserva Ceccarelli -. Parliamo di professionisti chiamati a svolgere funzioni sempre più complesse all’interno del nuovo modello territoriale. Continuare a considerarli semplicemente infermieri generalisti significa non cogliere l’evoluzione della professione e rischiare di compromettere lo sviluppo dell’assistenza di prossimità”.

LA QUESTIONE DEI LAUREATI MAGISTRALI

Il Coina valuta positivamente il riconoscimento introdotto per i laureati magistrali delle professioni sanitarie, ma ritiene che il percorso non possa considerarsi concluso: “L’inserimento nell’Area dell’Elevata Qualificazione rappresenta un passo avanti rispetto al passato, ma non esaurisce il tema della piena valorizzazione di queste figure. È necessario proseguire il confronto affinché venga individuata una collocazione ordinamentale realmente coerente con il livello di formazione, con le competenze acquisite e con le responsabilità esercitate”.

LA VALORIZZAZIONE RESTA UNA SFIDA APERTA

Per il Coina la firma dell’ipotesi di rinnovo del Ccnl non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase di confronto: “Le professioni sanitarie continuano a garantire ogni giorno il funzionamento del Servizio sanitario nazionale in condizioni spesso difficili. Meritano molto più di quanto sia stato possibile riconoscere con questo rinnovo contrattuale”.

Conclude Ceccarelli: “La politica deve ora assumersi la responsabilità di compiere il passo successivo: investire con decisione sulle professioni sanitarie, avviare il percorso verso un contratto dedicato, ridurre il divario retributivo con l’Europa, riconoscere pienamente il ruolo degli infermieri di famiglia e di comunità, valorizzare adeguatamente i laureati magistrali. Solo così sarà possibile costruire un Servizio sanitario nazionale più forte, più attrattivo e realmente capace di affrontare le sfide future”.

Redazione Nurse Times

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