Introduzione
Con questo articolo, vorrei porre l’attenzione sulla necessità di un team specificamente formato ed altamente specializzato, che interviene sul territorio, per rispondere, a seconda delle necessità cliniche del paziente ad esigenze terapeutiche e diagnostiche che quotidianamente si manifestano.
Facendo un breve accenno sulla situazione attuale in Toscana, che poi è a specchio anche quella che si ha su tutto il territorio nazionale, si deve dire che nonostante i molteplici sforzi che la Comunità Scientifica ( GAV e CeLT ) ha fatto nel tempo, non si è sviluppato alcun progetto in tal senso.
Questo lavoro, intende far emergere le necessità e le caratteristiche specifiche che continuano a susseguirsi, da parte dei pazienti ( post-dimissione ospedaliera e di nuova applicazione a domicilio ) che necessitano di un’assistenza specialistica e personalizzata e dei professionisti che si trovano ad intervenire sul paziente con tutte le difficoltà dei singoli casi.
Da sempre è emersa la necessità di un’assistenza specialistica, da parte di un team di professionisti appositamente formati, che si occupi di un’assistenza ai pazienti a domicilio per diversi motivi sia diagnostici (diagnostica per immagini, dove avere un accesso vascolare idoneo è fondamentale sia per poter eseguire l’esame, che per non impegnare personale ospedaliero nel momento dell’esecuzione), terapeutici (possibilità di somministrare terapie specifiche, come antibiotici (urticanti, vescicanti) anche a domicilio (es. prelievi ematici, per evitare disconfort al paziente in caso di molteplici venipunture).
Obiettivi
Questo articolo mira ad evidenziare due punti fondamentali che sono alla base del progetto sul territorio: la carenza di personale specializzato che possa erogare prestazioni specifiche per l’assistenza ai divice (impianto/applicazione, mantenimento e rimozione), e la necessità di usufruire di presidi utilizzabili a seconda delle necessità per il paziente.
È mia intenzione anche far emergere come l’assistenza al paziente portatore di Midline e mini-midline possa essere assistito in egual maniera a domicilio, come in strutture predisposte ad ospitarlo (es. Rsa) usufruendo dell’assistenza direttamente in loco oppure in ambulatorio (opportunamente identificato), sempre rispettando quelle che sono le indicazioni terapeutiche e le necessità specifiche del caso.
Un altro aspetto fondamentale che vorrei evidenziare è il coinvolgimento dei professionisti che operano sul territorio e come vengono inquadrate ed impiegate nel progetto:
- Medici di medicina generale: il medico curante è la prima figura professionale a riferimento per la richiesta della prestazione per motivi terapeutici o diagnostici.
- Medici specialisti: il medico specialista che ritiene opportuna e necessaria la prestazione ( es. terpaia enterale ) ha la possibilità di poterla somministrare, con l’ausilio del divice, a domicilio, in maniera molto piu sicura ( rispetto all’uso del semplice ago cannula).
- Professionisti sanitari che operano sul territorio (infermieri ADI): normalmente, la maggior parte delle richieste per l’applicazione o per il mantenimento del divice (es. nel caso il paziente sia stato dotato del dispositivo prima della dimissione ospedaliera) provengono da queste figure professionali, le quali seguendo quotidianamente il paziente, del divice necessitano di usufruirne secondo indicazioni del caso (es. prelievi ematici frequenti in pazienti con scarso patrimonio venoso evitando disconfort per il paziente).
Riassumendo schematicamente quelle che sono le caratteristiche cliniche e terapeutiche che portano quotidianamente alla richiesta dell’applicazione di questi divice, si possono schematizzare come segue:
- Scarso patrimonio venoso – fragilità vasale: questo è il motivo maggiormente diffuso per la richiesta dei divice: prelievi frequenti, fragilità vasale (la condizione peggiore che si può verificare in quanto prevede l’interruzione della terapia in corso possibile stravaso con conseguente danno tissutale) ed il successivo reimpianto del divice idoneo allo scopo.
- Somministrazione terapia: antibiotici e terapie vescicanti ed urticanti per il patrimonio venoso.
- Indagini diagnostiche per immagini: con l’uso dei divice è possibile eseguire in sicurezza e senza impegnare personale ospedaliero all’arrivo del paziente anche per l’esecuzione di esami diagnostici con l’uso del mezzo di contrasto ( con il semplice ago cannula non sarebbe possibile in quanto l’infusione del mezzo di contrasto nel torrente circolatorio avviene con una pressione elevata ed il presidio non è capace di sostenerlo );
Metodi
Evidenziando che, ad oggi, nonostante un costante impegno da parte della comunità scientifica e dei professionisti non ci siano riconoscimenti ufficiali del Team Accesssi Vascolari sul territorio da parte degli organi competenti e di conseguenza non ci siano dati a riguardo. Infatti, l’uso dei divice in oggetto è riconosciuto esclusivamente nella realtà ospedaliera (Picc-Team), nonostante le numerose necessità terapeutiche e assistenziali.
Lo studio “sperimentale” è stato condotto quindi in base alle richieste provenienti dai professionisti, oltre alle occasioni di riflessione della comunità scientifica (Convegno GAV e CeLT 2016-17: “Importanza degli accessi vascolari centrali ad inserzione periferica sul territorio nazionale”. Convegno GAV e CeLT 2022: “Formazione del personale sanitario alla gestione dei divice centrali ad inserzione periferica ed infezioni catetere correlate”).
Risultati
I risultati che emergeranno con l’introduzione del Team, potranno essere valutati con un’ulteriore studio qualitativo come segue:
A. Valutazioni divice:
- Tipo di divice utilizzato
- Percentuale di successi/insuccessi
- Problematiche riscontrate (es. sviluppo di infezioni catetere correlate)
B. Valutazioni professionista esecutore: (in base alla richiesta della prestazione) – Prestazioni:
- Impianto
- Mantenimento
- Rimozione
- Valutazione e confronto (con il medico prescrittore) della richiesta della prestazione (in base all’uso del divice ed all’uso terapeutico)
- Scelta del divice
- Procedura esecutiva
- Capacità di gestione
- Identificazione e correzione delle problematiche del divice nel tempo (es. rottuta del catetere, inginocchiamento, dislocazione)
C. Valutazione dell’andamento del divice nel tempo:
- A breve termine
- A medio termine
- A lungo termine
Conclusioni
A conclusione del mio lavoro, devo dire che ad oggi, emergono quotidianamente richieste sia dai presidi ospedalieri che maggiormente sul territorio, da parte dei professionisti che si trovano a far fronte alle sempre piu numerose esigenze dei pazienti, che purtroppo nella maggior parte dei casi vengono soddisfatte solo parzialmente o che non vedono un’assistenza per i Divice Vascolari utilizzati totalmente inadeguata sul territorio.
È mia intenzione mettere in evidenza quelli che sono gli aspetti tecnico – assistenziali del Team che si occupa di erogare il servizio e quindi la formazione specialistica e continuativa che lo caratterizzano, unitamente allo scopo dell’assistenza clinica e diagnostica, per cui si rende indispensabile sia appunto un’equipe totalmente dedicata, che l’utilizzo di presidi idonei per poter eseguire le prestazioni richieste per il paziente.
Come molte innovazioni, anche questa è stata piu volte affrontata e discussa dalla comunità scientifica ma per svariate motivazioni (di carattere economico in particolare), a mio avviso non ha avuto un giusto e adeguato riconoscimento sia al livello ospedaliero (fino ad oggi si sono viste le prestazioni erogate solo dai PICC – Team) che territoriale (identificazione ed utilizzo) da parte dei professionisti che appunto possono necessitarne per prestazioni sul territorio.
Sottolineando che questo progetto pone l’attenzione sul fatto che il Team Accessi Vascolari interviene nell’erogazione delle prestazioni sempre in accordo con il presidio ospedaliero di riferimento (per il paziente) e con il professionista che richiede la prestazione (MMG, ADI…), per trovare la soluzione piu giusta per il paziente, oltre che alla piu rapida ed a cercare di non coinvolgere nella procedura ulteriori risorse (ospedaliere) che si trovano a dover dedicare tempo all’arrivo del paziente in ospedale, ad oggi si è resa ancora piu indispensabile l’esigenza appunto di eluderla anche sul teritorio, con un pool dedicato.
Terminando, vorrei dire che questo lavoro ha la sola pretesa di far riflettere sul tema Accessi Vascolari ed assistenza sul territorio fornita da un team dedicato, come sempre è stato fatto sulle altre tematiche, anche le piu recenti ed innovative (es. telemedicina, assistenza alle stomie…) in maniera da poter arrivare all’obiettivo finale di erogare un servizio di alta specializzazione e quindi di qualità anche sul territorio per il paziente, esigenza che emerge quotidianamente e sempre con piu forza, da parte di tutti i professionisti coinvolti a piu livelli, oltre ai singoli pazienti.
Alessandro Monfardini
Infermiere d’area critica – Impianto e gestione accessi vascolari
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