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Varese, picchia infermiere in ospedale: 21enne arrestato e poi rilasciato

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Varese, "Mi hai strappato la camicia!": paziente aggredisce due infermieri in Pronto soccorso
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Si è concluso con l’arresto del protagonista l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario, registrato stavolta al Pronto soccorso dell’ospedale di Circolo di Varese, dove un 21enne di nazionalità albanese si è presentato alle 4:30 di lunedì, pretendendo di essere subito visitato per un forte dolore a una caviglia.

L’aggressione è scattata quando l’infermiere del Triage gli ha spiegato che avrebbe dovuto attendere il proprio turno. Il giovane è dapprima è entrato ripetutamente nell’ufficio con atteggiamento minaccioso, da cui è stato allontanato, poi ha colpito l’addetto con uno schiaffo e due pugni, causandone la caduta a terra e procurandogli contusioni al volto, al cuoio capelluto e al collo, un ematoma alla guancia e dolore all’arcata dentaria superiore, con una prognosi di sette giorni.

Il 21enne è comparso ieri, martedì 7 luglio, davanti al giudice monocratico Camilla Mostardini, che ne ha convalidato l’arresto, disponendone però l’immediata liberazione. I reati contestati erano sono quelli di lesioni personali aggravate ai danni di un esercente una professione sanitaria e di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, aggravata dal fatto di essere stata commessa nei confronti di un sanitario nell’esercizio delle sue funzioni.

Durante l’udienza di convalida dell’arresto il pubblico ministero ha chiesto l’applicazione dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria due volte al giorno, il divieto di espatrio e il sequestro dei documenti validi per l’espatrio, ritenendo concreto il rischio che l’indagato possa lasciare l’Italia. Un timore legato anche al fatto che il suo permesso di soggiorno scadrà l’11 luglio.

Di diverso avviso la difesa, che ha chiesto una misura meno afflittiva, evidenziando che il giovane è incensurato. Quest’ultimo ha spiegato di trovarsi in Italia solo per una vacanza e di avere in Albania la propria vita e i propri interessi. Argomentazioni che hanno convinto il giudice a respingere la richiesta di misure cautelari e a disporre la rimessione in libertà, ritenendo che si sia trattato di un episodio isolato e considerando l’assenza di precedenti penali.

Redazione Nurse Times

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