Uno studio condotto da un team di ricercatori del Karolinka Institutet di Solna (Svezia) e pubblicato su Annals Internal Medicine ha confrontato il tradizionale test PSA per il rilevamento del tumore alla prostata clinicamente significativo (csPC) con il metodo Stockholm3 (STHLM3-MRI Population-Based Prostate Cancer Screening Study), che combina PSA, biomarcatori proteici plasmatici, rischio poligenico e fattori clinici in un punteggio di rischio multivariabile.
Ebbene, il metodo Stockholm3 ha mostrato un tasso inferiore di falsi negativi (10%, contro il 26% del test PSA) e una sensibilità maggiore (90%, contro 74%), con una specificità simile. L’analisi delle curve decisionali ha inoltre evidenziato un maggiore beneficio clinico netto per Stockholm3 rispetto al PSA, con meno biopsie inutili e meno casi di csPC non rilevati.
Redazione Nurse Times
Fonti
Articoli correlati
- Tumore alla prostata, esperti dell’Irccs di Negrar contro il tabù radioterapia: “Stessa efficacia del bisturi, ma con minori effetti collaterali”
- Cancro alla prostata: nuovo test rapido per la diagnosi
- Farmaco darolutamide riduce le mortalità del cancro alla prostata
- Unisciti a noi su Telegram https://t.me/NurseTimes_Channel
- Scopri come guadagnare pubblicando la tua tesi di laurea su NurseTimes
- Il progetto NEXT si rinnova e diventa NEXT 2.0: pubblichiamo i questionari e le vostre tesi
- Carica la tua tesi di laurea: tesi.nursetimes.org
- Carica il tuo questionario: https://tesi.nursetimes.org/questionari
Lascia un commento