Quale futuro attende le professioni sanitarie infermieristiche? Come garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale in un contesto caratterizzato da crescente complessità assistenziale, carenza di personale e nuovi bisogni di salute?
Sono questi gli interrogativi che hanno animato il congresso “Professioni sanitarie infermieristiche tra governo e sostenibilità: competenze, modelli e staffing”, svoltosi all’Università degli Studi di Salerno e promosso dal dottor Vincenzo Andretta, coordinatore del corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche, e dal dottor Giovanni Nassa, presidente dello stesso corso.
L’evento ha riunito istituzioni, accademici, dirigenti delle professioni sanitarie e professionisti provenienti da diverse realtà italiane, rappresentando un’importante occasione di confronto sul ruolo strategico delle professioni sanitarie nell’evoluzione del Servizio sanitario nazionale e ponendo al centro tre temi chiave: competenze, organizzazione e innovazione.
Di modelli organizzativi ha parlato il dottor Giorgio Magon, che ha approfondito il valore del Primary Nursing e dell’approccio patient-centered, sottolineando la necessità di superare organizzazioni frammentate per costruire percorsi assistenziali fondati sulla responsabilità professionale, sulla continuità delle cure e sulla centralità della persona.
Tra gli interventi più significativi anche quello del dottor Bruno Cavaliere, che ha affrontato il tema dello staffing come leva di governo delle organizzazioni sanitarie. Le evidenze scientifiche dimostrano che i tradizionali modelli basati esclusivamente sul rapporto numerico infermiere-paziente non sono più sufficienti. La sfida è sviluppare nuovi modelli di skill mix, capaci di integrare competenze avanzate, leadership clinica e valutazione della complessità assistenziale, migliorando gli esiti di salute e la sostenibilità del sistema.
A chiudere il congresso è stato il dottor Vincenzo Andretta, che ha illustrato le prospettive offerte dalla riforma delle lauree magistrali a indirizzo specialistico, evidenziando come la formazione avanzata rappresenti uno degli strumenti più importanti per accompagnare l’evoluzione della professione infermieristica. L’introduzione dell’infermiere specialista apre infatti nuove opportunità per valorizzare competenze cliniche, ricerca, innovazione e responsabilità professionale, in coerenza con i bisogni emergenti della popolazione.
Al dibattito hanno inoltre preso parte Virginia Rossi, Pierpaolo Di Santo, Anna Di Gisi, Antonella Mottola e Antonio Meles, contribuendo con esperienze e riflessioni che hanno arricchito il confronto tra mondo accademico, professionale e istituzionale.
Il congresso ha confermato come il futuro delle professioni infermieristiche richieda una visione condivisa, capace di coniugare formazione, ricerca, organizzazione e governance. Un percorso che, come annunciato dagli organizzatori, proseguirà già nei prossimi mesi con la Summer School e con ulteriori iniziative promosse dall’Università degli Studi di Salerno, con l’obiettivo di mantenere aperto il confronto su temi sempre più centrali per il futuro della sanità italiana.
Anna Arnone
Articoli correlati
- “Professioni sanitarie tra riforma e sostenibilità”: a Salerno un confronto su competenze, modelli organizzativi e staffing
- Esercizio in deroga delle professioni sanitarie, Bufalo (Opi Torino): “Sicurezza delle cure e tutela dei cittadini non sono negoziabili”
- Avviso pubblico Asl Salerno per infermieri, Baldini (Enpapi): “Sconcerto per la richiesta di fermare il bando. Campania prosegua su questa strada”
- Unisciti a noi su Telegram https://t.me/NurseTimes_Channel
- Scopri come guadagnare pubblicando la tua tesi di laurea su NurseTimes
- Il progetto NEXT si rinnova e diventa NEXT 2.0: pubblichiamo i questionari e le vostre tesi
- Carica la tua tesi di laurea: tesi.nursetimes.org
- Carica il tuo questionario: https://tesi.nursetimes.org/questionari
Lascia un commento