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Avviso pubblico Asl Salerno per infermieri, De Prisco (UNISA): “Il problema non è il compenso di 40 euro l’ora, ma quello troppo basso percepito per anni”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota di Giuseppe De Prisco (foto), consigliere didattico del corso di laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Salerno.

In merito alle dichiarazioni delle organizzazioni sindacali mediche FIMMG e SUMAI, relative all’avviso dell’Asl Salerno per il reclutamento di infermieri libero-professionisti destinati a case e ospedali di comunità, ritengo necessario esprimere alcune considerazioni.

Leggendo le critiche rivolte al compenso previsto per gli infermieri, pari a 40 euro l’ora, non posso fare a meno di chiedermi quale sia il titolo professionale o l’esperienza specifica che consenta a rappresentanti di altre professioni sanitarie di stabilire quanto debba valere il lavoro infermieristico.

Gli infermieri italiani attendono da anni un riconoscimento economico, professionale e sociale adeguato alle responsabilità che quotidianamente assumono. Responsabilità che non si limitano all’esecuzione di prestazioni assistenziali, ma comprendono attività cliniche, decisionali, educative, organizzative e di presa in carico della persona assistita lungo l’intero percorso di cura.

Per questo motivo appare quantomeno singolare che, anziché interrogarsi sulla drammatica carenza di infermieri che interessa il Paese e che sta mettendo in difficoltà ospedali e servizi territoriali, si scelga di contestare un compenso che rappresenta semplicemente un tentativo di rendere attrattiva una professione sempre più abbandonata dai giovani.

Nessuno mette in discussione ruolo, competenze e responsabilità della professione medica. Tuttavia il riconoscimento del valore di una professione non dovrebbe mai passare attraverso la svalutazione di un’altra.

La sanità moderna si fonda sul lavoro multidisciplinare e sul rispetto reciproco tra professionisti. Alimentare polemiche sul compenso degli infermieri rischia soltanto di generare tensioni inutili tra categorie che ogni giorno collaborano per garantire assistenza e sicurezza ai cittadini.

Mi piacerebbe conoscere il parere degli infermieri salernitani, di coloro che quotidianamente operano nei pronto soccorso, nelle terapie intensive, nei reparti ospedalieri, nelle Rsa, nell’assistenza domiciliare e nelle strutture territoriali. Professionisti che affrontano carichi assistenziali sempre più elevati, turni usuranti e una crescente carenza di personale.

Forse il vero problema non è che un infermiere venga pagato 40 euro l’ora come libero professionista. Il vero problema è che per troppo tempo gli infermieri siano stati pagati troppo poco rispetto al valore, alle competenze e alle responsabilità che il sistema sanitario affida loro ogni giorno.

Se oggi si discute di 40 euro l’ora, significa che il mercato sta semplicemente prendendo atto di una realtà che per anni è stata ignorata: senza infermieri non esiste assistenza, non esistono percorsi di cura, non esiste sanità territoriale e non esiste ospedale che possa funzionare efficacemente.

La sfida della sanità del futuro non è stabilire quale professione valga di più, ma garantire dignità, riconoscimento e condizioni di lavoro adeguate a tutti i professionisti sanitari. Solo così sarà possibile attrarre nuove generazioni e garantire ai cittadini un servizio sanitario efficiente, sicuro e di qualità.

Redazione Nurse Times

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