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Infermiere del 118 aggredito in ambulanza a Bari: colpito al volto, 15 giorni di prognosi

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Notte di paura in viale Unità d’Italia: il sanitario stava soccorrendo due minorenni rimasti feriti in un incidente stradale

Un infermiere del 118 è stato aggredito nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 maggio in viale Unità d’Italia, a Bari, mentre stava prestando soccorso a due minorenni rimasti feriti in un incidente stradale. A colpirlo, secondo il racconto del sanitario, sarebbe stato il padre di uno dei ragazzi, che gli ha sferrato un ceffone in pieno volto.

L’infermiere, 43 anni, è stato costretto a interrompere il turno e a recarsi in pronto soccorso per le cure del caso. Il referto medico ha stabilito una prognosi di 15 giorni. Per consentire il trasferimento del giovane ferito in ospedale è stato necessario allertare un secondo mezzo di soccorso.

L’uomo si sarebbe introdotto nel mezzo di soccorso e avrebbe sferrato un ceffone al volto dell’operatore

Secondo la ricostruzione fornita dal sanitario, l’intervento è iniziato intorno alle 0.45, quando la Centrale operativa 118 ha inviato un’ambulanza sul posto dopo la segnalazione di uno scontro tra un ciclomotore, con a bordo due ragazzi, e un’automobile. La situazione, già complessa per la presenza di numerose persone all’esterno dei locali notturni, si sarebbe rapidamente trasformata in un contesto caotico.

L’infermiere ha raccontato di aver valutato i due minorenni e di aver individuato quello con le condizioni più critiche dal punto di vista del dolore, senza però riscontrare traumi tali da compromettere le funzioni vitali. In un primo momento il codice rosso assegnato all’intervento sarebbe stato ridimensionato. Poi, mentre il soccorso era in corso, un uomo si sarebbe avvicinato in modo concitato all’ambulanza.

“Si è scaraventato all’interno dell’ambulanza in modo molto concitato”, ha riferito l’infermiere, spiegando di non aver subito compreso che si trattasse del padre di uno dei ragazzi. “Pensavo volesse mettere le mani addosso al ragazzo. La prima cosa che ho fatto è chiedergli di lasciare l’ambulanza”. A quel punto, secondo il racconto dell’infermiere, l’uomo sarebbe sceso e lo avrebbe colpito al volto.

Asl Bari condanna l’accaduto e garantisce tutela legale al dipendente: “Violenza inaccettabile”

Solo nelle ore successive, in questura, le versioni dei fatti si sarebbero confrontate. Il padre avrebbe sostenuto di aver chiesto soltanto di vedere il figlio, mentre il sanitario ha respinto questa ricostruzione. Resta il dato oggettivo: l’aggressione a un operatore del 118 durante un intervento di emergenza, con conseguente stop al servizio e assistenza medica al soccorritore ferito.

L’infermiere ha spiegato di essere rimasto profondamente scosso per quanto accaduto. “È la prima volta che vengo aggredito”, ha detto, sottolineando di aver reagito solo verbalmente e di aver manifestato l’intenzione di procedere per vie legali. A distanza di ore, la rabbia ha lasciato spazio alla delusione. “Siamo lì per dare una mano, e non veniamo percepiti come tali, ma come un ostacolo”, ha osservato.

Dalla Asl Bari è arrivata una presa di posizione netta. Il direttore generale Luigi Fruscio ha condannato l’accaduto definendolo “un gesto inqualificabile” e “una violenza del tutto immotivata che non può essere tollerata”. L’azienda sanitaria ha inoltre garantito al dipendente piena tutela legale. Fruscio ha contattato personalmente l’infermiere, mentre anche i colleghi hanno espresso solidarietà.

L’infermiere, ora a casa, ha ammesso di guardare al rientro in servizio con amarezza. “Sicuramente tornerò demoralizzato”, ha confidato, riassumendo in poche parole il senso di frustrazione che accompagna sempre più spesso gli operatori dell’emergenza sanitaria di fronte a episodi di violenza in corsia e sul territorio.

Redazione NurseTimes

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