Home Infermieri Qualità, sicurezza e governance sanitaria: studio italiano pubblicato sul Journal of Medical Science Cureus di SpringerNature
InfermieriNT NewsProfilo professionale

Qualità, sicurezza e governance sanitaria: studio italiano pubblicato sul Journal of Medical Science Cureus di SpringerNature

Condividi
Condividi

La qualità in sanità è una di quelle parole che tutti usano, ma che pochi analizzano davvero fino in fondo. Si parla di liste d’attesa, carenza di personale, pronto soccorso congestionati, mobilità passiva. Molto meno, invece, si parla di ciò che tiene insieme un sistema sanitario: organizzazione, sicurezza delle cure, gestione del rischio e modelli di qualità.

Ed è proprio su questo terreno che si inserisce il recente studio pubblicato sul Journal of Medical Science Cureus di SpringerNature, dal titolo Evolution of Quality in Italian Healthcare Through Accreditation, JCI and ISO 7101 (2016-2024).

Il lavoro porta la firma di Giuseppe Fumai, Claudio Morelli, Francesco Menolascina, Annamaria Fontana e Gianluca Laricchia, professionisti che hanno analizzato l’evoluzione dei sistemi di gestione della qualità nella sanità italiana dal 2016 al 2024, approfondendo il rapporto tra accreditamento istituzionale, gestione del rischio clinico, Joint Commission International e lo standard ISO 7101:2023.

Uno studio che non si limita a descrivere procedure o modelli teorici, ma che prova a leggere il cambiamento organizzativo del Servizio sanitario nazionale attraverso strumenti concreti di governance e qualità. E i dati dello studio raccontano qualcosa di particolarmente rilevante.

Si tratta infatti:

  • del primo studio italiano indicizzato che analizza ISO 7101:2023 nel contesto del Servizio Sanitario Nazionale;
  • della prima scoping review europea che integra ISO 7101:2023 nell’analisi di un sistema sanitario nazionale;
  • della prima scoping review a livello globale che, applicando metodologia JBI e PRISMA-ScR, mappa la convergenza tra accreditamento istituzionale, certificazioni ISO, JCI e il nuovo standard ISO 7101 in un contesto nazionale;
  • oltre a essere uno dei soli cinque studi accademici al mondo ad affrontare ISO 7101 in modo sistematico.

Elementi che danno la misura non soltanto del valore scientifico del lavoro, ma anche del livello di innovazione metodologica raggiunto. Lo studio evidenzia inoltre come il Servizio Sanitario Nazionale stia vivendo una trasformazione profonda: da un modello prevalentemente burocratico e orientato alla conformità normativa verso un sistema che prova sempre di più a integrare sicurezza del paziente, qualità organizzativa e centralità della persona.

Tra i temi affrontati emerge anche il ruolo della Legge Gelli-Bianco, della clinical risk management e dell’introduzione dello standard ISO 7101:2023, considerato dagli autori un possibile punto di svolta per costruire una governance sanitaria più moderna, integrata e realmente orientata ai risultati.

Particolarmente significativa è inoltre l’analisi sulle differenze territoriali nella qualità dei servizi sanitari italiani e sulla necessità di superare una gestione frammentata dei modelli organizzativi, ancora oggi molto disomogenea.

Ma oltre il valore scientifico della pubblicazione, c’è un altro aspetto che merita attenzione. Perché troppo spesso il dibattito sanitario si ferma all’emergenza quotidiana, dimenticando che dietro la qualità delle cure esistono studio, ricerca, governance e progettazione organizzativa.

E lavori come questo ricordano una cosa semplice: la sanità non migliora soltanto aumentando risorse o aprendo nuovi servizi. Migliora quando qualcuno prova anche a ripensarne i modelli. Quando la ricerca smette di essere distante dai professionisti e diventa uno strumento concreto per capire dove il sistema funziona, dove fallisce e soprattutto dove può evolversi.

E forse c’è anche un altro elemento che rende questo lavoro particolarmente significativo: il fatto che sia un lavoro infermieristico. Perché troppo spesso l’infermieristica italiana viene raccontata soltanto attraverso carenze, turni e crisi organizzative. Molto meno attraverso produzione scientifica, ricerca e contributo ai modelli di governance sanitaria.

E invece anche da qui passa l’evoluzione della professione: dalla capacità di partecipare non solo all’assistenza, ma anche alla costruzione culturale e organizzativa del sistema sanitario. Perché la qualità delle cure non nasce per caso. Si costruisce.

Guido Gabriele Antonio

Fonte: Journal of Medical Science Cureus di SpringerNature

Articoli correlati

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *