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Addio a Massimo Boccuni, Taranto piange “l’infermiere” per eccellenza

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Nella Giornata internazionale degli infermieri vogliamo omaggiare Massimo Boccuni, “l’infermiere”, un collega di Taranto che ci ha lasciato troppo presto. Di seguito il ricordo dei suoi più cari amici e colleghi.

Il ricordo di Gianfranco Infesta, infermiere di Taranto che ha conosciuto Massimo, lavorando con lui al Moscati di Taranto nell’Unità operativa di rianimazione.

In occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere, dedico queste righe al collega, all’amico, al maestro che abbiamo perso poche settimane fa. È strano dover parlare di te al passato. Fino a poco tempo fa entrare in reparto significava cercarti con lo sguardo e sapere che, anche nei turni più duri, ci saresti stato tu. Con quella divisa sempre in ordine, la penna nel taschino e un sorriso che non si spegneva mai.

Non eri solo un infermiere. Eri “l’Infermiere”. Quello che tutti noi vorremmo diventare quando scegliamo questa professione. Professionale fino all’ultimo dettaglio: notavi il lieve tremore di una mano, gli occhi spenti dai pensieri difficili dei colleghi, ti aggiornavi su ogni nuova linea guida perché “se smetti di studiare, smetti di curare”. Nulla era lasciato al caso: pazienti, colleghi, famiglia, reparto. Tutto organizzato, perfettamente in ordine e pulito, preciso.

E intanto insegnavi. Hai formato ragazzi alle prime armi, in corsia e in aula. Spiegavi con pazienza, correggevi senza umiliare, trasmettevi non solo tecnica ma rispetto. “La dignità del malato viene prima di tutto”: era questo che traspariva dai tuoi occhi. E noi imparavamo.

Al lavoro non ti ho mai sentito parlare male di nessuno. Mai una parola storta su un collega, mai un lamento. “Stanco?”, ti chiedevamo. Ma tu non lo eri mai: amavi ciò che facevi e arrivavi in reparto prima di tutti, con largo anticipo, come se non vedessi l’ora di aiutare il prossimo.

A dirla tutta, amavi anche tutto ciò che era fuori dall’ospedale. Amavi la tua famiglia, sempre al centro dei tuoi racconti e dei tuoi pensieri: organizzavi ogni momento libero per stare con i tuoi cari. Amavi la tua barca, quella piccola che ti portava via per qualche ora di mare, solo tu e il silenzio. Amavi sporcarti le mani e a casa eri un tuttofare: falegnameria, elettricità, giardinaggio. “Se si rompe, si aggiusta”, dicevi sorridendo, come in corsia.

Quando la notizia è arrivata il reparto è rimasto muto. Non ci sembrava possibile. Perché le persone come te sembrano invincibili, sembrano eterne. E invece oggi il tuo armadietto è vuoto, e quel vuoto lo sentiamo tutti: nei corridoi, nelle stanze, nelle vite dei pazienti su cui non potrai più posare la mano per dare sollievo. Solo la tua vicinanza sapeva già di cura.

Oggi è la Giornata internazionale dell’infermiere. Una data che spesso passa inosservata fuori da queste mura. Ma quest’anno no. Quest’anno la Giornata ha il tuo nome, il tuo volto, le tue mani sicure. Perché se esiste un giorno per ricordare cosa significhi davvero indossare questa divisa, quel giorno deve essere dedicato a te.

Il rammarico è immenso, e non passerà. Ci hai lasciato troppo presto, portandoti via un pezzo di ognuno di noi. Ma ci hai lasciato anche tantissimo: un modo di essere infermiere, collega, uomo. Ci hai insegnato che la competenza senza umanità è vuota, e che l’umanità senza competenza non basta. Ci hai mostrato che si può amare il proprio lavoro, la propria famiglia, la vita, senza risparmiarsi mai.

Allora oggi, mentre il resto d’Italia celebra gli infermieri, io celebro te. Prometto che ogni volta che entrerò in una stanza proverò a portare un po’ della tua calma. Ogni volta che insegnerò qualcosa a un nuovo collega userò le tue parole. Ogni volta che sarò stanco mi ricorderò del tuo sorriso.

Grazie, amico mio. Grazie, collega carissimo. Il vuoto che lasci è grandissimo. Buon vento, ovunque tu sia. E se c’è un mare anche lì, spero tu abbia già trovato una barca per portare a spasso la tua allegria e la bella persona che sei.

Con affetto, da chi in corsia continuerà a chiamarti “l’Infermiere”.

Il ricordo di Pio Lattarulo, dirigente delle professioni infermieristiche dell’Asl Taranto.

Massimo non era verde, sebbene vestisse anche in verde, ma veniva da un’altra dimensione, forse da Marte… E a Marte è tornato. Ma da Marte sarei dovuto venire io, perché sono figlio di Marte, e sapeste quante volte Massimo mi ha frenato, nelle mie intemperanze.

E allora non era di Marte. Ma perché veniva da un’altra dimensione? Perché sapeva tutto. Non c’era arcano dell’emergenza in cui non si infilasse. E se proprio non fosse riuscito a entrarci, avrebbe trafficato a lungo con gli alambicchi del sapere, per poi riuscirci, smilzo e lesto com’era.

Massimo era di un altro pianeta perché con le sue mani fatate, quasi fossero state create da Ollivander in persona, riusciva a sistemare ogni tubo, ogni tracheo, ogni tutto. Soltanto una persona che veniva da un altro mondo poteva reagire con impareggiabile eleganza e imperturbabilità a ogni situazione, senza mai una parola offensiva o di critica per nessuno. 

Be’, sì, con la saggezza di un cinquantenne è esattamente così. Ma sei voi lo aveste conosciuto come me, quando a sedici anni dedicava già le sue energie ai malati, vi sareste resi conto che Signori si nasce… assolutamente, incontrovertibilmente. E Massimo è nuovamente nato al cielo, non è morto…Massimo è con noi, sempre e per sempre.

Il presidente dell’ordine delle professioni infermieristiche di Taranto Pierpaolo Volpe

”Con profonda commozione, a nome dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Taranto, ricordiamo Massimo Boccuni, collega stimato e autentico pioniere dell’infermieristica specialistica nella nostra provincia.

Massimo è stato il vero infermiere specialista: un professionista capace di guardare oltre il presente, intuendo per primo l’importanza degli accessi vascolari e della formazione avanzata in un tempo in cui questi temi erano ancora poco conosciuti. Restano memorabili i suoi primi convegni presso la sede dell’allora Collegio IPASVI, momenti di crescita professionale e culturale che hanno segnato il cammino di tanti infermieri del territorio.
Il suo sogno più grande, quello di vedere formalmente istituito nella ASL di Taranto il PICC Team, si è realizzato pochi giorni prima del suo viaggio verso altri mondi. Un traguardo che porta anche la sua firma morale, frutto di anni di impegno, studio, sacrificio e instancabile determinazione.

Massimo ha lasciato questa terra, ma non lascerà mai i cuori dei colleghi che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare al suo fianco. La sua tenacia, la sua visione e il suo esempio continueranno a vivere nella professione infermieristica. E il suo essere infermiere specialista, ne siamo certi, continuerà a colonizzare altri universi, portando con sé quella luce di competenza, umanità e passione che lo ha reso unico”.

Il nostro pensiero

Nella Giornata internazionale dedicata agli infermieri anche la redazione di Nurse Times desidera rendere omaggio all’essenza più autentica di questa professione. Una professione fatta di competenza, dedizione, umanità e servizio. Un’essenza portata avanti ogni giorno da donne e uomini che, con il loro lavoro, lasciano un segno indelebile nel percorso dei pazienti, dei colleghi e delle comunità in cui operano. Per questo il ricordo di Massimo Boccuni resta vivo e profondo. Ciao, Massimo.

Redazione Nurse Time

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