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Diritto alla salute o privilegio per pochi? 37 miliardi di tagli e milioni di italiani senza cure

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L'Italia e la salute: un diritto Costituzionale da difendere
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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato Nursing Up Piemonte e Valle D’Aosta

ASTI, 23 aprile 2026 – Tagli alla sanità. Blocco del PIL e mancanza di personale sanitario. Sono questi i temi al centro dell’assemblea pubblica che si è tenuta nel pomeriggio di oggi presso l’Ospedale Cardinal Massaia di Asti. Un momento di confronto aperto tra operatori sanitari e cittadini sullo stato della sanità pubblica.

Secondo le stime dei referenti sindacali, oltre 37 miliardi di euro di tagli alla sanità pubblica negli ultimi quindici anni. Una spesa ferma al 6,2% del PIL, sotto la media europea. Più di 30.000 medici e circa 70.000 infermieri mancanti. E oltre 4 milioni di italiani che, nell’ultimo anno, hanno rinunciato a curarsi per costi o tempi d’attesa insostenibili.

Sono numeri che non lasciano spazio a interpretazioni: il Servizio Sanitario Nazionale è in una crisi strutturale profonda.

Nursing Up segnala con forza un progressivo indebolimento della sanità pubblica che riguarda l’intero Paese, frutto di anni di sottofinanziamento e scelte politiche che hanno progressivamente eroso un sistema un tempo considerato tra i più avanzati al mondo.

«La verità – dichiara Enrico Mirisola, segretario aziendale Nursing Up dell’ASL AT è che non siamo più di fronte a una contrapposizione tra destra e sinistra. La vera linea di frattura oggi è tra chi crede nella sanità pubblica, come diritto universale, e chi invece la considera un costo da comprimere. È uno scontro tra il ‘basso’, fatto di cittadini e operatori sanitari, e un ‘alto’ che sembra sempre più distante dalla realtà quotidiana degli ospedali.»

Un passaggio cruciale in questa trasformazione risale agli anni ’90, con la riforma D’Amato (legge 92), che ha segnato il passaggio dalle UUSL alle ASL, introducendo una vera e propria aziendalizzazione della sanità, sia sotto il profilo dirigenziale sia sotto quello economico.

La pandemia di Covid-19 aveva evidenziato tutte le fragilità del sistema, ma aveva anche dimostrato che, con investimenti adeguati, la sanità pubblica è in grado di reggere e salvare vite. Tuttavia, terminata l’emergenza, si è tornati rapidamente a politiche restrittive.

Le conseguenze sono evidenti: pronto soccorso al collasso, reparti che chiudono, personale sanitario allo stremo e una crescente fuga verso il settore privato o verso l’estero.

«E allora la domanda diventa inevitabile – prosegue Mirisola – dove vogliamo destinare le risorse pubbliche? È davvero accettabile continuare a trovare fondi per le guerre e non per garantire cure dignitose ai propri cittadini? Può sembrare una provocazione, ma è esattamente ciò che sta accadendo.»

Nursing Up richiama con forza l’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo.

«Uno Stato che non garantisce l’accesso alle cure tradisce il suo stesso fondamento. E noi non possiamo restare in silenzio. Sono necessarie nuove iniziative per riportare la difesa della sanità pubblica al centro del dibattito nazionale», conclude Mirisola.

Redazione NurseTimes

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