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Opi Emilia-Romagna: “Malessere sul lavoro mina cure”

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Presentata indagine a Exposanità: “Investire di più, per tutto sistema”.

Carichi di lavoro eccessivi, aggressioni e turni logoranti non danneggiano solo i singoli infermieri. ma diventano una “minaccia diretta alla sicurezza delle cure e alla tenuta stessa del Servizio sanitario”. A certificarlo è un’indagine sul benessere professionale e di vita degli infermieri, realizzata dal Coordinamento degli Opi dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con la Fnopi e il Comitato unitario delle professioni dell’Emilia-Romagna.

Il progetto è stato presentato ieri nel corso della fiera Exposanità 2026. Il convegno ha analizzato i principali motori del fenomeno che porta gli infermieri ad abbandonare la professione, supportato dalla relazione di Francesca Coin, sociologa e autrice del saggio Le grandi dimissioni, pubblicato da Einaudi.

L’analisi evidenzia appunto come carichi di lavoro eccessivi, aggressioni e una turnistica logorante “non rappresentino solo una crisi individuale, ma una minaccia diretta alla sicurezza delle cure e alla tenuta stessa del Servizio sanitario”. Per invertire questa rotta il Gruppo Benessere degli Opi Emilia-Romagna ha indicato alcune leve su cui investire.

“Il benessere lavorativo si manifesta attraverso diversi indicatori chiave”, si spiega. A livello individuale, ad esempio, fanno la differenza “il senso di appartenenza, la valorizzazione professionale unita a una giusta retribuzione, l’equilibrio tra vita privata e lavoro sono fondamentali”. A livello di squadra, invece, “la condivisione dei valori e le relazioni interpersonali positive giocano un ruolo cruciale”.

Al contrario, sottolineano gli Opi Emilia-Romagna, “la mancanza di benessere si traduce in indicatori negativi come il desiderio di cambiare lavoro, sentimenti di inutilità, risentimento verso l’organizzazione e, nei casi più gravi, l’insorgere di mobbing e patologie relazionali. La confusione di ruoli e responsabilità aggrava ulteriormente queste problematiche”.

Gli Opi Emilia-Romagna lanciano dunque un “messaggio alle Istituzioni e alle aziende sanitarie: investire nel benessere organizzativo è l’unica via per rendere il sistema sanitario resiliente. Investire nel benessere e nel miglioramento della qualità della vita professionale e lavorativa non deve essere considerato un costo marginale, ma un investimento strategico. Un infermiere che lavora in un ambiente sano e supportivo garantisce infatti performance migliori e, di conseguenza, una maggiore sicurezza per tutti i cittadini”.

“Come comitato centrale della Fnopi – annuncia la presidente Barbara Mangiacavalli -, abbiamo deciso di rendere il progetto di respiro nazionale e di farlo nostro. Perché con questo lavoro siete riusciti a cogliere in primis l’essenza del malessere che stanno vivendo le colleghe e i colleghi, per andare oltre una narrazione superficiale e indagare sui perché gli infermieri stanno male, al di là delle tematiche puramente economiche, e trovare delle soluzioni”.

Redazione Nurse Times

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