Il giudice del lavoro del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha condannato l’Asp Messina a risarcire un infermiere per gli oltre mille buoni pasto maturati a partire dal 2016 e nion concessi, per un valore complessivo di circa 7.000 euro. Una sentenza che sancisce, una volta di più, il diritto alla pausa e alla consumazione del pasto, per altro previsto dal Ccnl del comparto sanità, come condizione imprescindibile quando la prestazione lavorativa supera determinate soglie temporali.
Ad affiancare l’infermiere nella battaglia legale, il sindacato Nursind, che ha così commentato: “Ancora una volta viene ribadito un principio chiaro: ogni turno superiore alle sei ore dà diritto al buono pasto. Non si tratta di un beneficio accessorio, ma di un diritto contrattuale che le aziende devono garantire senza interpretazioni restrittive. Questa sentenza rappresenta un segnale forte per tutti i lavoratori della sanità: il rispetto del Contratto non è negoziabile. Nursind continuerà a vigilare e ad agire ogni volta che i diritti verranno messi in discussione”.
Redazione Nurse Times
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