La Camera dei deputati ha votato la fiducia al Governo sull’approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, del Decreto 19 febbraio 2026 n. 19 (vedi il testo allegato), recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e in materia di politiche di coesione (C. 2807-A).
In tema di sanità il provvedimento si muove lungo tre direttrici fondamentali: rafforzamento del personale, messa in sicurezza degli investimenti infrastrutturali e semplificazione dell’accesso alle cure. Ciò per rispondere alle principali criticità del Ssn: carenza di organici, ritardi nei cantieri finanziati dal Pnrr e difficoltà nell’approvvigionamento di farmaci essenziali.
Personale precario
In tema di personale sanitario si punta ad aprire una finestra straordinaria per la stabilizzazione dei lavoratori precari. Le aziende del Ssn potranno riservare fino al 50% dei posti nei concorsi a chi ha maturato almeno 18 mesi di servizio negli ultimi cinque anni con contratti flessibili, mentre per chi ha lavorato almeno 24 mesi con contratti a tempo determinato – ed era entrato tramite concorso – si apre la possibilità di un reclutamento diretto attraverso procedure semplificate.
Il perimetro complessivo della misura resta tuttavia contenuto: queste assunzioni non potranno superare il 30% del fabbisogno programmato nel triennio e dovranno essere realizzate senza nuovi oneri per la finanza pubblica. C’è inoltre una scadenza precisa: la misura potrà essere utilizzata solo fino al 31 dicembre 2026.
Investimenti su sanità territoriale e ospedaliera
Il Decreto interviene poi sugli investimenti del Pnrr destinati alla sanità territoriale e ospedaliera. L’aumento dei costi dei materiali, che negli ultimi anni ha messo in difficoltà numerosi cantieri, è affrontato consentendo alle Regioni di utilizzare anche le risorse dell’edilizia sanitaria – quelle storicamente previste dall’articolo 20 della Legge del 1988 – per coprire i rincari. In questo modo si intende evitare lo stallo di opere strategiche come case della comunità, ospedali di comunità e interventi per la sicurezza degli ospedali.
Medici in pensione a 72 anni
Il Decreto proroga fino al 31 dicembre 2027 la possibilità per medici di medicina generale e pediatri di continuare a lavorare fino a 72 anni. Una misura, questa, già introdotta in via emergenziale per far fronte alla carenza di professionisti sul territorio. La decisione nasce da una difficoltà concreta: in molte zone mancano medici di medicina generale, pediatri e professionisti della continuità assistenziale. La proroga serve quindi a evitare vuoti nell’assistenza, soprattutto nei territori dove il numero dei pensionamenti rischia di ridurre ulteriormente l’offerta di cure di base.
La possibilità di restare in servizio fino a 72 anni non riguarda soltanto i medici convenzionati, ma si applica anche ai pediatri di libera scelta e alle guardie mediche. Si tratta di tre figure centrali nell’assistenza quotidiana, perché rappresentano il primo livello di contatto tra cittadino e sistema sanitario.
Innovazione organizzativa
Un tassello rilevante riguarda poi l’innovazione organizzativa, con l’introduzione di servizi di telemonitoraggio e teleconsulto per i pazienti oncologici, da attivare nelle aree già coperte dai progetti di telemedicina del Pnrr. L’obiettivo è migliorare la presa in carico e la continuità assistenziale, sfruttando le infrastrutture digitali già finanziate.
Riforma della disabilità
Il Decreto interviene anche sulla riforma della disabilità, estendendo la sperimentazione del nuovo sistema di valutazione e del progetto di vita personalizzato a altre 40 province e rafforzando il ruolo del Garante nazionale, che potrà intervenire nella valutazione delle performance delle amministrazioni e, nei casi più gravi, ricorrere al giudice amministrativo per tutelare i diritti delle persone con disabilità. Vengono inoltre ridefinite le modalità di gestione del Fondo unico per l’inclusione e aggiornate le procedure per garantire maggiore accessibilità ai servizi pubblici.
Approvvigionamento dei farmaci
Una delle novità più concrete prevista dal Decreto riguarda l’approvvigionamento dei farmaci. Per evitare ritardi nell’acquisto di medicinali coperti da brevetto, spesso prodotti da un unico operatore, le Regioni potranno ricorrere più facilmente a procedure negoziate senza bando, superando i limiti delle gare tradizionali in assenza di concorrenza. L’obiettivo è garantire continuità terapeutica soprattutto per malati cronici e pazienti affetti da patologie rare.
Accreditamento delle strutture sanitarie e trasparenza dei fondi sanitari integrativi
Il Decreto interviene infine su due ambiti strutturali: la revisione delle regole per l’accreditamento delle strutture sanitarie, con l’introduzione di procedure pubbliche che dovranno salvaguardare continuità assistenziale e livelli occupazionali; la trasparenza dei fondi sanitari integrativi, per i quali vengono introdotti obblighi più stringenti di pubblicazione dei bilanci e delle informazioni.
ALLEGATO: Testo del Decreto
Guarda il video della discussione alla Camera
Redazione Nurse Times
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