Sebbene donazioni e trapianti di organi in Italia abbiano reggiunto numeri da record nel 2025, permettendo al nostro Paese di essere tra i primi in Europa, resta la nota dolente della reticenza a esprimere il proprio “sì” a donare quando si chiede il rilascio della carta d’identità elettronica in Comune. Il tasso di opposizioni ha raggiunto infatti il 40,1%, in crescita di quasi 4 punti percentuali sul 36,3% del 2024, a fronte del 59,9% dei consensi. Uno zoccolo duro di “no” che potrebbe essere la spia di una diffidenza generata anche dagli ultimi, tragici episodi di cronaca, come il decesso del piccolo Domenico Caliendo all’ospedale Monaldi di Napoli.
Il commento del ministro Schillaci
E proprio al bimbo di due anni morto a seguito di un trapianto di cuore fallito è andato il pensiero del ministro della Salute, Orazio Schillaci, in sede di commento dei dati emersi dal Report preliminare rilasciato a marzo 2026 da Centro Nazionale Trapianti e Rete Nazionale Trapianti: “Un evento tragico, che ha profondamente commosso tutta la comunità nazionale. Quanto accaduto è un fatto di indiscutibile e singolare gravità, che va chiarito fino in fondo per rendere il sistema dei trapianti ancora più solido”.
Sempre Schillaci: “Ritengo importante ritrovare lo spirito di gratuità e solidarietà che anima il sistema dei trapianti e tornare a veicolare il messaggio che ogni donazione apre una vera e propria speranza di vita. Oggi più che mai dobbiamo avere fiducia nei nostri operatori sanitari e nella rete dei trapianti per mantenere i numeri da record che si sono registrati in questi anni”. Quindi l’auspicio di standard uguali per tutti e in tutto il Paese: “Standard che devono diventare patrimonio di tutte le strutture sanitarie nelle quali si effettuano trapianti, da Nord a Sud. Non possiamo più ammettere differenze”.
L’apertura del Vaticano agli xenotrapianti
Intanto è stata presentata in Vaticano una nuova versione del documento La prospettiva degli xenotrapianti – Aspetti scientifici e considerazioni etiche, redatto dalla Pontificia Accademia per la vita. Un testo che di fatto conferma il sì gia espresso nel 2001 daòlla Santa Sede alla possibilità del trapianto di organi da animali a esseri umani.
Lo xenotrapianto, concepito per ovviare alla carenza cronica di organi umani, “è una possibile alternativa per quanto riguarda la necessità dei trapianti”, ha dichiarato Emanuele Cozzi, docente del dipartimento di Scienze cardiovascolari e sanità pubblica, responsabile dell’Immunologia dei trapianti all’Azienda Ospedale-Università di Padova, ricordanco che “gli Usa hanno autorizzato tre studi di xenotrapianti per l’uomo”. Anche se “per i prossimi cinque anni l’unico organo che potrà salvarci è quello umano”.
Redazione Nurse Times
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