Un dipendente dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli dirigeva il tutto. Titolari di aziende agricole mettevano a disposizione le loro realtà imprenditoriali, mentre un Caf del Casertano completava le pratiche. E’ così che un’organizzazione criminale gestiva false assunzioni di extracomunitari. Il risultato? Lavoratrici e lavoratori migranti non avevano alcun posto di lavoro e la banda otteneva i finanziamenti destinati alle assunzioni.
Tra gli indagati a piede libero figura anche Nicola Tartaglione, infermiere 50enne in servizio all’ospedale di Marcianise (Caserta), che secondo l’accusa avrebbe rilasciato false certificazioni mediche per attestare la presenza in Italia di cittadini stranieri in periodi antecedenti alle date previste dalle sanatorie, così da consentirne la regolarizzazione.
Sono 3mila le pratiche che la Polizia è riuscita a bloccare. Una “pratica sicura” che costava tra i 6.500 e i 9.000 euro e che consentiva all’organizzazione criminale sgominata dalla Squadra Mobile di Napoli di fare soldi introducendo in Italia extracomunitari con il meccanismo delle false assunzioni. L’indagine ha portato all’esecuzione di ordinanze applicative di misure cautelari, emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda, a carico di 18 persone. Gli indagati sono in tutto 37.
Il meccanismo era preciso. Secondo le indagini condotte dagli agenti della Squadra Mobile, l’organizzazione criminale aveva il suo centro operativo proprio a Marcianise. Lo scopo era quello di produrre i “nulla osta al lavoro subordinato”, provvedimenti amministrativi con cui lo Sportello Unico per l’Immigrazione dell’ufficio prefettizio territorialmente competente autorizza il datore di lavoro che ne faccia richiesta ad assumere un lavoratore straniero residente all’estero e preventivamente individuato.
Redazione Nurse Times
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