Fa rumore la denuncia del Nursind relativa al caso degli operatori sanitari “imboscati” negfli uffici dell’Asl Salerno. Il segretario provinciale del sindacato, Biagio Tomasco, ha inviato una segnalazione alla locale Procura, ai magistrati regionali della Corte dei conti e ai carabinieri del Nas, parlando di collocamento in “attività e funzioni che nulla hanno a che fare con i fini assistenziali”.
All’Asl Salerno il caos era già scoppiato nella primavera scorsa, e in agosto era stata aperta un’inchiesta giudiziaria su 370 presunti “furbetti” che dal lavoro sui pazienti erano stati traslocati a quello molto più soft sulle scartoffie. “Dopo l’azione dell’anno scorso – spiega Tomasco a Nursind sanità -, i dipendenti del mio ospedale erano rientrati tutti, mentre in altre realtà era accaduto a macchia di leopardo. Adesso, però, l’amara sorpresa è che il numero è addirittura aumentato: siamo a 421 unità. Una situazione è insostenibile”.
Nel mirino sono finiti infermieri, operatori socio-sanitari (oss), fisioterapisti, tecnici di laboratorio e di radiologia. Tutti impiegati in compiti estranei alle rispettive competenze. “In questi giorni – continua il segretario provinciale Nursind – l’Asl Salerno chiedeva ai direttori di macro-centro perché non avessero riportato i professionisti in corsia. Così siamo tornati alla carica”.
E ancora: “La Regione Campania ammette una quota fino al 3% di infermieri nelle direzioni sanitarie, ma la maggior parte non svolgeva attività che hanno a che fare con la salute. E se tu infermiere vai a prendere il posto dell’amministrativo, quest’ultimo non potrà mai arrivare in ospedale. Ma ooltre al danno c’è la beffa, perché quando vai a contrattare nuovo personale la Regione ovviamente ti dice che gli infermieri ci sono”.
Nursind evidenzia poi come questo stato di cose crei disparità e ingiustizie tra chi lavora nei reparti, spesso in trincea, e chi si adagia più comodamente in ufficio, pur mantenendo lo stesso trattamento economico. Nel frattempo, i nosocomi del territorio rimangono sguarniti di almeno 200 oss, mentre l’Asl Salerno punta ad assumerne altri.
“Fossero piazzati in direzione sanitaria, potrei anche capire, ma molti sono in direzione amministrativa, e questo è inconcepibile”, commenta Tomsco. Che poi mette il dito nella piaga: “Pesano connivenze, conoscenze, relazioni con politici locali, dirigenti e addirittura sindacalisti. C’è il sindaco o l’assessore di turno che fa favori, c’è il medico competente che concede inidoneità che non esistono o il sindacato che piazza qui e lì i suoi iscritti negli uffici, in modo da accedere pure a informazioni privilegiate e allargare la propria base di consenso”.
E quello dell’Asl Salerno, purtroppo, non è un caso isolato. Nursind ricorda infatti che il fenomeno degli operatori sanitari “imboscati” dilaga un po’ ovunque: “Basti ricordare che a dicembre scorso, in Sicilia, scoppiò lo scandalo (dalla forte coloritura politica) dei medici con parentele eccellenti catapultati all’assessorato regionale alla Sanità e imboscati con stipendi triplicati”.
Non solo: “Che dire, poi, della vicenda esplosa due anni fa in Calabria? Dilaganti (nei numeri) inidoneità consentivano a oltre 900 dipendenti del Ssr – tra medici, infermieri, Oss, tecnici di radiologia e laboratorio – di starsene con i piedi sotto la scrivania o comunque di godere dell’esonero dal turno notturno. Andando indietro nel tempo, casi altrettanto clamorosi condussero a denunce a Policoro, in Basilicata, o in Puglia, tra Bari e Monopoli. E l’elenco, purtroppo, potrebbe continuare”.
Redazione Nurse Times
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