Di seguito un approfondimento a cura del dottor Angelo Pellegrino e del dottor Elvio Russi, pubblicato sul Notiziario di Omceo Cuneo.
La recente notifica di casi confermati di infezione da virus Nipah (NiV) nello stato del Bengala Occidentale (India), avvenuta nel gennaio 2026, ha riacceso l’attenzione internazionale su questo patogeno a elevata letalità (WHO, 2026a). Sebbene la stampa generalista, come Il Sole 24 Ore, riporti rassicurazioni sul rischio “puramente virtuale” per l’Italia (Salute, 2026), per la comunità medica la questione non è se arriverà un caso, ma come farsi trovare pronti.
Il virus Nipah è classificato come agente di livello di biosicurezza 4 (BSL-4). L’assenza di vaccini approvati e una letalità che oscilla tra il 40% e il 75% impongono, anche a livello locale, una revisione delle procedure di preparedness. La Regione Piemonte, con l’aggiornamento 2026 dei protocolli per le febbri emorragiche Virali (VHF) – adottati in recepimento delle direttive del ministero della Salute e del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) – ha definito una rete di risposta che coinvolge anche le strutture della provincia di Cuneo, dalla Maxiemergenza di Levaldigi ai DEA di I e II livello.
Il contesto epidemiologico: cosa sta succedendo in India
L’epidemia attuale nel Bengala Occidentale, che ha coinvolto due operatori sanitari, segue una serie di focolai ricorrenti nello stato del Kerala (2018, 2019, 2021, 2023, 2024, 2025) (Sahay, 2025). È fondamentale distinguere tra le due varianti principali del virus:
- Ceppo Malese (NiV-M): identificato nel 1998, caratterizzato da trasmissione prevalentemente suino-uomo e sintomi neurologici, con letalità <40% (Anish, 2024).
- Ceppo Bangladesh/Indiano (NiV-B/I): responsabile dei focolai attuali. Presenta una letalità superiore (>70%) e una maggiore frequenza di trasmissione interumana e complicazioni respiratorie severe (Anish, 2024; Hassan, 2026).
Il serbatoio naturale è il pipistrello della frutta (Pteropus medius), endemico in tutto il subcontinente indiano (Mohandas, 2024). La trasmissione all’uomo avviene tipicamente tramite il consumo di linfa di palma da dattero cruda contaminata da saliva o urina di pipistrello, o tramite contatto diretto con animali infetti (John, 2025). Tuttavia, il rischio maggiore per il personale sanitario è la trasmissione nosocomiale da paziente a uomo, documentata in quasi tutti i focolai indiani recenti (Veggalam, 2025) (Fig. 1).
Clinica: encefalite o ARDS?
Il quadro clinico del Nipah è insidioso e varia a seconda del ceppo e dell’epidemia. Una revisione sistematica su 717 casi ha evidenziato che la febbre è presente nel 99% dei pazienti, ma la presentazione può essere dicotomica (Hassan, 2026):
- Sindrome encefalitica acuta (AES): caratterizzata da cefalea (70%), alterazione dello stato di coscienza (62%), confusione (65%) e segni cerebellari come mioclono segmentale e disfunzione autonomica. Le risonanze magnetiche mostrano spesso lesioni iperintense discrete (Sahay, 2025). Nei focolai del Kerala del 2019, 2021 e 2024, i casi indice presentavano prevalentemente AES e, significativamente, non hanno generato casi secondari (Sahay, 2025).
- Sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS): tosse (45%) e dispnea grave (58%) sono più frequenti nel ceppo Bangladesh/India (Hassan, 2026). I pazienti con sintomi respiratori hanno una carica virale più elevata nelle secrezioni e sono i principali responsabili degli eventi di super-spreading ospedaliero (Sahay, 2025).
Il periodo di incubazione varia da 4 a 14 giorni, ma sono stati documentati casi fino a 45 giorni (WHO, 2025). Questo dato è cruciale per l’anamnesi: un viaggio in aree endemiche (India, Bangladesh) deve essere indagato fino a un mese e mezzo prima dell’esordio dei sintomi.
Gestione terapeutica: oltre la terapia di supporto
Non esistono terapie approvate. La gestione è prevalentemente di supporto (ventilazione meccanica, gestione delle convulsioni). Tuttavia, evidenze da studi osservazionali e modelli animali suggeriscono l’uso compassionevole di:
- Remdesivir: utilizzato nel focolaio del Kerala 2023, è associato a una riduzione della mortalità se somministrato precocemente (Anish, 2024; Veggalam, 2025).
- Anticorpo monoclonale m102.4: ha mostrato efficacia in modelli animali e uso compassionevole umano, ma la disponibilità è estremamente limitata (Anish, 2024; Veggalam, 2025).
- Ribavirina: Utilizzata storicamente, ma con efficacia clinica incerta (Anish, 2024).
Anche per il Nipah è utilizzabile il Protocollo VHF (Box n. 2): cosa fare nella provincia di Cuneo
Il “Protocollo Operativo per la Gestione delle Febbri Emorragiche Virali” della Regione Piemonte (Box n. 3) fornisce istruzioni cogenti per i medici del territorio e ospedalieri.
- Triage e sospetto clinico: in pronto soccorso (es. ospedale di Mondovì, Verduno, Cuneo) o in ambulatorio, il sospetto deve scattare in presenza di:
– Criterio clinico (febbre >38°C + cefalea/mialgie/vomito/emorragie) AND
– Criterio epidemiologico (soggiorno in aree a rischio nei 21 giorni precedenti o contatto con casi sospetti).
Attenzione: si enfatizza che il medico di medicina generale (MMG) deve effettuare un triage telefonico per evitare che il paziente acceda fisicamente allo studio, attivando direttamente il 118 se il sospetto è fondato.
- Isolamento immediato – Se il paziente è fisicamente presente:
– Fornire mascherina chirurgica al paziente.
– Isolare in stanza singola (possibilmente a pressione negativa o con ventilazione disattivata).
– Il personale sanitario non deve entrare senza DPI di III livello.
– Contattare l’Infettivologo di riferimento (ospedale Amedeo di Savoia, Torino) e il SISP dell’ASL CN1 o CN2 (Regione Piemonte, 2026).
- Dispositivi di protezione individuale (DPI) – Per un caso sospetto di VHF (incluso Nipah), sono richiesti DPI di contatto e aerea:
– Tuta intera idrorepellente (Cat. III, Tipo 3/4).
– Respiratore FFP3.
– Visiera a protezione totale o occhiali a tenuta.
– Doppio paio di guanti (il secondo sopra il polsino della tuta).
– Calzari o stivali impermeabili. La fase critica è la svestizione, che deve avvenire sotto la supervisione di un secondo operatore (“buddy”) per evitare l’autocontaminazione. - Trasporto e logistica – Il ruolo di Levaldigi: la provincia di Cuneo ospita la Maxiemergenza 118 Regione Piemonte (base di Levaldigi), struttura di riferimento per il trasporto in alto biocontenimento. In caso di paziente sospetto/confermato che necessiti trasferimento (es. verso l’INMI Spallanzani o il Sacco di Milano), il trasporto avviene con ambulanze dedicate dotate di barelle a biocontenimento (pressione negativa) e personale addestrato. I campioni biologici seguono la normativa ADR (Categoria A, UN 2814) con triplo imballaggio.
Conclusioni
Sebbene il rischio per la popolazione generale in Italia rimanga basso (WHO, 2026b), il virus Nipah rappresenta un test di stress per il sistema sanitario. La distinzione tra casi a predominanza respiratoria (alto rischio trasmissivo) e neurologica (basso rischio trasmissivo) è fondamentale per la gestione del rischio infettivo (Sahay, 2025). Per i medici della provincia di Cuneo, la conoscenza del protocollo regionale e dei contatti SISP/118 è l’unico strumento efficace per trasformare un’emergenza sanitaria potenziale in un evento controllato.
Redazione Nurse Times
Fonte: Notiziario Omceo Cuneo
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