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SHC OSS scrive a Regione Puglia: “Revochi la delibera sulla sostituzione di infermieri con operatori socio-sanitari nelle Rsa”

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Di seguito la lettera inviata da SHC OSS Puglia al governatore Michele Emiliano e ai vertici della sanità regionale.

Il sindacato SHC OSS Puglia esprime profonda preoccupazione per la recente delibera della Giunta regionale che introduce la possibilità di sostituire la figura dell’infermiere con quella dell’oss nelle Rsa per anziani non autosufficienti, entro il limite del 50% dello standard minimo previsto dal regolamento regionale vigente. Una misura del genere, presentata come temporanea, rischia in realtà di produrre conseguenze strutturali gravissime, minando la qualità dell’assistenza e trasformando una deroga in un precedente pericoloso.

Il setting assistenziale non può essere piegato alle emergenze, perché garantire cure di qualità significa rispettare il valore di ogni professione. L’infermiere e l’oss hanno competenze complementari, ma non sovrapponibili. Confondere i ruoli vuol dire esporre i cittadini più fragili a rischi sanitari e gli operatori a responsabilità improprie, senza tutele né riconoscimenti. È evidente che la carenza di infermieri non deriva dagli oss, ma dalla cronica mancanza di programmazione, dalla scarsa attrattività contrattuale e dal blocco pluriennale del Ccnl nelle Rsa.

Per a queste ragioni il sindacato SHC OSS Puglia chiede la revoca della delibera entro e non oltre cinque giorni dal ricevimento della presente, e l’apertura di un tavolo con le parti sociali per affrontare seriamente le criticità. Le soluzioni non possono e non devono consistere nello svilire due professioni, ma nel garantire il rispetto dei setting assistenziali attraverso misure concrete come incentivi, stabilizzazioni e assunzioni straordinarie.

In mancanza di risposte tempestive, SHC OSS Puglia si riserva di promuovere tutte le forme di mobilitazione e denuncia pubblica necessarie, affinché i cittadini e i lavoratori non siano le vittime silenziose di scelte che non risolvono i problemi, ma li aggravano. La responsabilità di garantire cure adeguate e professionisti tutelati appartiene alle istituzioni, e non può essere scaricata sugli operatori socio-sanitari.

Redazione Nurse Times

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