Il ministero della salute tedesco, guidato da Jens Spahn, avrebbe acquistato lo scorso anno oltre mezzo milione di mascherine Ffp2 dalla società Burda Gmbh, il cui ufficio di rappresentanza è affidato al marito dello stesso Spahn, Daniel Funke.
A diffondere la notizia sullo scandalo mascherine in Germani sono i media tedeschi. Lo scandalo ha già portato alle dimissioni di alcuni deputati dei conservatori tedeschi dell’Unione Cdu-Csu.
Secondo lo Spiegel, l’accordo era stato realizzato senza che fosse stato precedentemente effettuato un bando. L’accordo, inoltre, non rientrerebbe nel procedimento cosiddetto ‘Open House‘ che prevedeva procedure semplificate attraverso le quali il ministero si impegnava, nei mesi di marzo e di aprile dell’anno scorso, “ad acquisire mascherine da tutti i soggetti che rispondessero a determinati criteri”.
“L’acquisizione diretta come nella vicenda di Burda Gmbh è particolarmente controversa, perché in questi casi in parte lo stesso ministro è coinvolto nella trattativa. La domanda è se questo sia stato il caso di Burda” riporta lo Spiegel.
Lo stesso giornale ha denunciato l’incapacità organizzativa della Germania di fronte alla pandemia, debolezze del sistema e anche un caos burocratico che ha riguardato anche i ristori, cospicui, ma distribuiti con oltre due mesi di ritardo.
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Fonti: ilfattoquotidiano.i; rainews.it
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