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Torino: troppo grave per andare in sala operatoria, intervento cardiochirurgico eseguito in P.S.

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Torino: troppo grave per andare in sala operatoria
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Un delicatissimo intervento chirurgico è stato effettuato presso l’ospedale Mauriziano di Torino. Un paziente giunto in condizioni critiche presso il Dipartimento di Emergenza e Accettazione è stato operato con successo direttamente in Pronto Soccorso.

Non c’erano minuti da perdere, pertanto è stata presa la decisione di allestire un ambulatorio con tutto il necessario per effettuare l’intervento cardiochirurgico direttamente in P.S., salvando così la vita ad un uomo di 69 anni.

Il paziente era giunto da un Ospedale minore con una diagnosi di ematoma di parete dell’aorta ascendente, patologia caratterizzata da elevatissime probabilità di rottura e pochissime speranze di sopravvivenza. Solo l’intervento immediato di un équipe cardiochirurgica che intervenga sul lesionato può scongiurare il peggio. Ma mentre tutto viene preparato con grande fretta, il paziente manifesta un arresto cardiaco.

Medici e infermieri del pronto soccorso, diretto da Domenico Vallino, si mobilitano. Il medico di guardia, Andrea Landi, e le infermiere Zeinab Cooper Abdullahi e Laura Mazzola iniziano le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

Il cardiochirurgo Edoardo Zingarelli, ha eseguito un’immediata pericardiocentesi rimuovendo un versamento di circa 500 millilitri.

Ma nonostante l’ecocardiogramma desse buone speranze di ripresa dell’attività cardiaca, il cuore non sembrava avere intenzione di ripartire.

Proprio in questo momento il personale ha compreso che il tempo non sarebbe stato sufficiente affinché il paziente giungesse in sala operatoria di cardiochirurgia, dove tutto era già pronto.

Nonostante il paziente fosse in arresto cardiaco da oltre mezz’ora, i cardiochirurghi Zingarelli e Flocco e le infermiere Zeinab Cooper Abdullahi e Laura Mazzola non si sono arresi.

Poiché il paziente non può andare in sala operatoria, sarà la sala operatoria a dover venire da lui. I cardioanestesisti Arianna Abascià e Luca Amendolia si precipitano nella “shock room” dell’Area rossa, dove arriva anche l’equipe infermieristica ed il tecnico perfusionista.

Si procede ad effettuare una sternotomia in emergenza, e tra un compressione cardiaca e l’altra, si riescono a rimuovere i coaguli dal pericardio permettendo al cuore di ricominciare a battere. Solo a quel punto, dopo aver messo il paziente in sicurezza, viene portato nelle sale operatorie del blocco cardiovascolare per completare il lavoro cominciato.

Al termine della procedura chirurgica, il paziente presenta buone condizioni emodinamiche, anche se permangono ancora dubbi sulle funzioni neurologiche, a causa del prolungato periodo di arresto cardiaco.

Il giorno successivo all’intervento, il paziente si sveglia senza manifestare alcun deficit e, dopo 3 giorni di cure presso la cardiorianimazione viene trasferito in reparto, prima in cardiochirurgia poi in medicina interna.

Simone Gussoni

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