Home NT News Taranto, gli infermieri restano in attesa. La programmazione anche
NT NewsPugliaRegionali

Taranto, gli infermieri restano in attesa. La programmazione anche

Condividi
Elezioni Opi Taranto, Volpe confermato presidente
Condividi

Opi Taranto denuncia il blocco delle assunzioni, l’incertezza sui contratti a termine e il mancato confronto con la direzione generale dell’Asl. I vincoli finanziari possono limitare il reclutamento, ma non autorizzano una sanità amministrata attraverso il silenzio.

In Puglia le assunzioni sanitarie sono diventate una disciplina con regole particolari. I concorsi possono essere annunciati, i fabbisogni possono essere elaborati e i professionisti possono continuare a lavorare nei reparti. Per sapere se resteranno anche il mese successivo, invece, può essere necessario attendere.

L’ultimo allarme arriva da Taranto. Il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche, Pierpaolo Volpe (foto), descrive un quadro segnato dal blocco delle assunzioni e dall’assenza di informazioni sul rinnovo dei contratti a tempo determinato degli infermieri attualmente in servizio. L’Opi sostiene inoltre di avere richiesto più volte un incontro alla direzione generale dell’Asl, anche insieme agli altri Ordini professionali, senza aver ricevuto finora una convocazione.

Le dichiarazioni sono nette. Per valutarne completamente la portata servirebbero però dati che al momento non risultano pubblicamente disponibili: quanti contratti sono prossimi alla scadenza, in quali strutture lavorano questi infermieri, quale fabbisogno è stato riconosciuto, quali procedure sono sospese e quale atto abbia determinato l’eventuale blocco.

È proprio questa mancanza di informazioni a costituire il primo problema. Un contratto in scadenza non è soltanto una vicenda individuale. Dietro ogni professionista del quale non si conosce la permanenza esistono turni da costruire, ferie da autorizzare, attività da mantenere, posti letto da rendere effettivamente utilizzabili e carichi di lavoro che ricadranno sui colleghi.

L’incertezza occupazionale diventa immediatamente incertezza assistenziale. Il Piano di rientro della sanità pugliese e i controlli regionali sulla spesa possono imporre limiti reali. Nessuna azienda sanitaria può assumere ignorando compatibilità economiche, autorizzazioni e programmazione regionale. Ma un vincolo finanziario non sospende la responsabilità organizzativa. Semmai la rende più importante.

Se le risorse non consentono di coprire tutto il fabbisogno, bisogna stabilire priorità trasparenti. Quali servizi devono essere protetti? Quali dotazioni rappresentano la soglia minima per lavorare in sicurezza? Quali contratti sono indispensabili per evitare riduzioni dell’attività? Dove possono essere recuperate inefficienze senza trasferirne il costo sul personale?

Sono domande alle quali non si risponde aspettando che il contratto arrivi alla scadenza. Il rischio è che il governo del personale venga ridotto a una sequenza di emergenze amministrative: prima si attende l’autorizzazione, poi si cerca una proroga, quindi si ricorre alle prestazioni aggiuntive e infine si domanda ai professionisti rimasti di coprire ciò che l’organizzazione non è riuscita a programmare. Alla fine il servizio continua a funzionare, ma soltanto perché qualcuno compensa personalmente la distanza tra organico necessario e organico disponibile.

C’è poi il tema del rapporto tra aziende e Ordini professionali. L’Opi non gestisce le assunzioni e non può sostituirsi alla direzione aziendale o alle organizzazioni sindacali. Rappresenta però un ente pubblico sussidiario dello Stato, con funzioni di tutela della professione e dell’interesse pubblico connesso al corretto esercizio professionale.

Il confronto istituzionale non significa concedere a un Ordine poteri che non possiede. Significa riconoscere che la programmazione sanitaria migliora quando ascolta anche chi conosce consistenza, distribuzione e criticità della comunità professionale.

Il Protocollo sottoscritto nel 2018 tra Fnopi e Conferenza delle Regioni indicava proprio la collaborazione tra rappresentanza professionale e istituzioni regionali. Un tavolo non risolve la carenza di personale e non crea risorse finanziarie, ma può almeno rendere visibili fabbisogni, responsabilità e alternative.

La comunicazione, naturalmente, non può diventare un surrogato delle decisioni. Convocare gli Ordini per informarli che mancano risorse servirebbe a poco. Il confronto ha valore soltanto se accompagnato da dati: dotazioni previste ed effettive, cessazioni, contratti in scadenza, assenze prolungate, capacità assunzionale e impatto sui servizi.

La Regione dovrebbe pubblicare un quadro aggiornato per ogni azienda pugliese, distinguendo chiaramente:

  • fabbisogno professionale approvato;
  • personale effettivamente presente;
  • contratti a termine prossimi alla scadenza;
  • assunzioni autorizzate e ancora da completare;
  • servizi esposti al rischio di riduzione;
  • tempi previsti per concorsi, mobilità e stabilizzazioni.

Sarebbe un modo semplice per trasformare il dibattito da scambio di comunicati a verifica della programmazione.

Anche l’Asl Taranto dovrebbe chiarire la propria posizione. Potrebbe contestare la ricostruzione dell’Opi, spiegare l’origine dei vincoli o indicare procedure già avviate. Ma il silenzio lascia inevase le domande e consente all’incertezza di diventare l’unica informazione disponibile.

La sanità pugliese non può promettere nuovi ospedali, territorio e riduzione delle liste d’attesa senza dichiarare con quali professionisti intenda realizzarli. Gli edifici possono attendere un’autorizzazione. I pazienti e i turni, molto meno.

Il punto, quindi, non è chiedere assunzioni indiscriminate. È pretendere che ogni limite venga accompagnato da una valutazione dell’impatto assistenziale e da una decisione comprensibile. Perché il controllo della spesa è necessario. Governare gli organici attraverso rinnovi incerti, informazioni frammentarie e confronti rinviati non è controllo. È amministrazione dell’attesa.

Guido Gabriele Antonio

Articoli correlati

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Contratto sanità privata: l’apertura di Aiop-Aris e la fiducia dei sindacati
InfermieriNT NewsProfilo professionale

Sanità privata, le fatture arrivano puntuali. Il Contratto può aspettare

Da otto anni migliaia di professionisti garantiscono servizi finanziati dal Ssn senza...

CittadinoEducazione SanitariaNT NewsPrevenzione

Influenza: 15 milioni di casi l’anno. SIP promuove prevenzione in 3mila scuole

La Società Italiana di Pediatria coinvolge oltre 117mila bambini nella campagna contro...

Malavasi: "Urgente realizzare una riforma delle professioni sanitarie"
InfermieriNormativeNT News

Manovra 2027, Malavasi (Pd): “Per gli infermieri non c’è nulla”

“In questa Manovra per gli infermieri non c’è nulla, se non un...