Un’infermiera bergamasca ha chiesto alla sede centrale dell’Associazione Avvocatura Degli Infermieri se fosse giusto che gli straordinari svolti fossero tutti compensati.
L’Ufficio legale dell’Associazione Avvocatura Degli Infermieri ha risposto: NO!
L’infermiera ha chiesto se l’ADI poteva dimostrare nei fatti quanto, più volte, il dott. Di Fresco ha sostenuto nei suoi corsi ECM e cioè che il dipendente ha il sacrosanto diritto di scegliere se farsi pagare gli straordinari o recuperarli e che l’azienda non è mai assolutamente legittimata ad imporre il recupero con riposi compensativi anche se versa in grave crisi finanziaria.
Così si è proceduto a redigere un ricorso per decreto ingiuntivo per il pagamento di 499 ore di straordinario, registrate nella banca delle ore, pari a 8.309,00 euro.
La causa di primo grado è stata vinta e l’azienda è stata condannata a pagare tutto quanto dedotto in ricorso.
Il magistrato ha precisato che il dipendente è libero di scegliere se farsi pagare le ore o recuperarle, anche se l’azienda versa in grave crisi finanziaria e non vi sono i fondi per il pagamento degli straordinari.
L’azienda, resistendo alle legittime pretese dell’infermiera, non ha assolutamente accettato il decreto ingiuntivo, proponendo, così, l’opposizione ovvero una causa interlocutoria a giurisdizione ordinaria.
Dopo un difficilissimo processo dove l’azienda sanitaria ha tirato fuori le unghie sostenendo che vi era un accordo sindacale sul recupero ore, la lavoratrice associata all’Associazione Avvocatura Degli Infermieri contestava l’avversa deduzione e chiedeva disapplicarsi l’accordo sindacale perché stipulato contra legem e, comunque, essendo aderente all’Associazione Avvocatura Degli Infermieri non aderiva ai sindacati firmatari.
La sentenza, pubblicata oggi, ha ribadito fermamente i seguenti punti:
- gli straordinari vanno pagati al lavoratore che li chiede;
- gli straordinari in banca delle ore non si annullano allo scadere dell’anno di riferimento;
- decide il lavoratore se recuperarli con riposi compensativi;
- è irrilevante che l’azienda lamenti la crisi finanziaria;
- è disapplicato l’accordo sindacale che disciplina in pejus istituti contrattuali nazionali.
- Giustizia è stata fatta e l’Associazione Avvocatura Degli Infermieri ha dimostrato di essere dalla parte degli infermieri e non di quelli che si accordano con le aziende a danno dei lavoratori.
Un sentito ringraziamento deve andare doverosamente all’Avv. Italo Crispino che ha magistralmente condotto tutta la fase processuale.
Ultimi articoli pubblicati
- Buoni pasto, Fials mette in mora l’Asl Taranto: “Diritto ancora negato agli operatori sanitari”
- Pnrr, Regioni: “Centrati gli obiettivi della Missione Salute”. Gemmato: “Puglia in grave ritardo”
- Tumore spinale in gravidanza: équipe del Gemelli salva mamma e bambino con intervento straordinario
- La stanza dove la luce resta accesa: riflessioni sul fine vita
- Infermieri di famiglia e comunità: una laurea che al Sud “non esiste”
Lascia un commento