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Stato di male epilettico e trattamento precoce con Midazolam. Lo studio

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Lo stato di male epilettico è un’emergenza neurologica che ha una mortalità del 20%. Si manifesta per diversi fattori etiologici, acuti o cronici.

Tra i fattori acuti ricordiamo stati di sepsi, ipo/anossia, overdose da farmaci o sostanze d’abuso, traumi encefalici o disturbi metabolici. Tra le cause croniche ci sono tumori solidi cerebrali, basso dosaggio di farmaci anti-epilettici o abuso di alcool.

La predittività della mortalità del paziente si stadia applicando lo status epilepticus severity score (STESS.

Clinicamente si presenta in diverse forme:

  1. convulsivo,
  2. non convulsivo ed
  3. elettrico.

La forma convulsiva include movimenti tonici, clonici o tonico clonici agli arti; ci sono vari tipi di stato di male non convulsivo che includono variazioni comportamentali o cognitive in assenza di evidenti manifestazioni motorie.

La ratio terapeutica deve essere tempestiva e possibilmente entro i 30 minuti dalla insorgenza della crisi, infatti con il passare del tempo decresce la risposta alle terapie di prima linea che ricordiamo sono BDZ o Midazolam nei bambini.

La stabilizzazione del paziente avviene sia punto di vista metabolico (correggendo l’ acidosi metabolica) che fornendo adeguata ossigenazione, glucosio e talora tiamina ev, e farmaci anti-epilettici

È stato condotto uno studio che analizzava gli effetti dell’impiego del midazolam in regime extraospedaliero in pazienti affetti da Stato di Male epilettico.

L’analisi è stata condotta su 2500 pazienti con somministrazione di midazolam ad alte dosi durante il soccorso extra-ospedaliero , mediante analisi trasversale dal 2013 al 2018.

Lo status del paziente con male epilettico degenera qualora il focolaio elettrico cerebrale, se no precocemente trattato, è causa di paralisi di muscoli respiratori con conseguente necessita di assistenza ventilaotoria invasiva .

L’ Obiettivo dello studio era quello di  esaminare l’uso delle benzodiazepine e l’associazione tra basse dosi di benzodiazepine, crisi epilettiche e supporto respiratorio in pazienti con stato epilettico.

I Risultati sui 2.494 casi di stato epilettico, con età media di 54 anni e 46% del campione donne (1.146), gha evidenziato che l’impiego del midazolam (nonostante no indicato dalle linee guida) avesse evitato procediure di IOT nei pazienti attenzionati.

Per il suo genere lo studio fornisce evidenze di Classe III per i pazienti con stato epilettico.

CALABRESE MICHELE

FONTE:

n.neurology.org

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