I deputati pentastellati in Commissione Affari sociali: “Risolvere la questione infermieristica e ascoltare le ragioni di chi ha lottato in prima linea contro il Covid”.
“Siamo vicini agli oltre 450mila infermieri che si fermano per accendere i riflettori sulle loro legittime richieste e aspirazioni. A tutti i professionisti della sanità, e a loro in particolare, dobbiamo la massima riconoscenza per l’impegno profuso durante questi mesi difficili e per aver lavorato in prima linea e senza sosta per permettere al Sistema sanitario italiano di reggere l’onda d’urto del Covid e di garantire cure e assistenza agli italiani”. Così, in una nota, le deputate e i deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari sociali esprimono solidarietà agli infemieri, protagonisti dello sciopero nazionale indetto per oggi dal sindacato Nursind.
“Ora è assolutamente essenziale che si proceda al rinnovo del contratto nel più breve tempo possibile – continuano -. Gli infermieri italiani sono tra i meno pagati in Europa e sono sempre meno gli studenti che scelgono la laurea in Infermieristica. Per questo ci auguriamo che il Governo possa recepire il grido l’allarme lanciato da questi professionisti e risolvere quella che si configura come una vera epropria questione infermieristica”.
Conclude la nota: “Come Movimento 5 Stelle siamo al lavoro per portare avanti le riforme che coinvolgono la professione, a cominciare dalla libera professione e dalla dall’infermiere di famiglia, e per garantire subito l’indennità di specificità infermieristica, tema su cui abbiamo presentato specifici emendamenti al Decreto Milleproroghe”.
Redazione Nurse Times
- Nursing Up. Il 1° maggio degli infermieri italiani: 7mila professionisti in fuga all’estero ogni anno e stipendi del 20% inferiori alla media UE
- Lavoro dignitoso, salario giusto: il Primo Maggio che l’Italia aspetta
- Concorso Infermieri Puglia 2026: gli OPI segnalano criticità nella banca dati e richiamano la tutela delle gravide
- Sanità, PNRR Missione Salute. De Palma (Nursing Up): «Un pasticcio certificato dai numeri della corte dei conti. Solo il 3,8% delle strutture è operativo»
- La sanità italiana non è stata distrutta: è stata costruita così
Lascia un commento