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#RispettaChiTiAiuta, ennesimo episodio di violenza in ospedale a Napoli

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#RispettaChiTiAiuta: l’iniziativa di Opi Arezzo contro la violenza sugli operatori sanitari
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Nel 1996 l’OMS definiva la violenza sul posto di lavoro uno dei problemi più gravi per la salute pubblica e aveva definito che lavorare in ambito sanitario esponesse ad un rischio di aggressione cinque volte maggiore che in altri contesti di lavoro.

Siamo nel 2019, per dovere di cronaca alla sera del 21 agosto: una dottoressa di guardia, nel pronto soccorso del San Giovanni Bosco di Napoli, viene insultata e picchiata dai parenti dell’assistito che sta assistendo. Dall’episodio di violenza scaturito da motivazioni davvero irrisorie – i parenti non volevano che la paziente fosse visitata da sola – la donna subisce una frattura del setto nasale ed ecchimosi per le quali ha ottenuto una convalescenza di 30 giorni. 

Dovremmo indignarci di quanto si legge ma è l’ennesimo episodio di brutale aggressione in ospedale che quasi non ci sorprende più. Non si tratta solo di uno spunto per sensibilizzare alla non violenza dell’utenza verso i professionisti della sanità, ma un messaggio di rassegnazione a inciviltà e degrado ormai senza precedenti. Il direttore generale dell’Asl Na 1, Ciro Verdoliva, ha espresso vicinanza al medico, per la quale l’Asl si costituirà parte civile, e a ciascun professionista della salute che si senta ostaggiato da questo fenomeno sempre più consolidatosi nel tempo, sottolineando che:

”[…]Il ripristino della legalità è stato avviato e non è più possibile ritornare indietro; è nostra intenzione dimostrare che siamo donne e uomini pronti a riprenderci la dignità per troppe volte calpestata e guadagnare, in campo, la fiducia dei cittadini.” 

Le cause a monte di tali gesti che sono state spiegate, interpretate e analizzate dagli studiosi nel corso di questi anni non possono essere più giustificate come incapacità di controllare le proprie emozioni, piuttosto vanno definiti qual sono, ovvero esempi di viltà e incivile partecipazione di un’utenza sempre più irriconoscente e immeritevole nei confronti del sistema sanitario. Basta sfatare miti e convincerci che non bisogna minimizzare, sminuire, banalizzare questi accaduti, questo già lo si sapeva da un pezzo.

Iniziamo a consolidare la consapevolezza che, anche attraverso i social con la campagna #RispettaChiTiAiuta, bisogna chiedere e pretendere più attenzione e ascolto da chi ci rappresenta. Abbiamo bisogno di essere valorizzati, perchè senza di noi il sistema sanitario crollerebbe vertiginosamente. Dobbiamo pretendere di essere accompagnati e sostenuti in questa lotta per difenderci dal paziente nemico e sospettoso perchè, ammesso che lo sia, non possiamo vincerla da soli.

La sottoscritta e la redazione di NurseTimes esprime vicinanza e sostegno alla dottoressa insultata e picchiata e a tutti gli operatori della salute vittime di violenza sanitaria.

Anna Arnone

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