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Rientro a scuola: le regole del Bambino Gesù per partire col piede giusto

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Settembre segna il ritorno a scuola e il riadattamento ai ritmi della vita quotidiana dopo la pausa estiva. Sonno, alimentazione, attività fisica, studio e relazioni tornano a scandire le giornate. Le prime settimane possono quindi rappresentare un momento utile per ristabilire corrette abitudini e individuare eventuali difficoltà di adattamento o segnali di problemi di salute.

“Il ritorno a scuola è un’occasione per ricostruire le routine salutari che durante l’estate possono essersi allentate» spiega il professor Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù -. Dormire a sufficienza, fare una colazione completa, muoversi ogni giorno e mantenere regolari abitudini quotidiane contribuisce al benessere e ad affrontare meglio l’anno scolastico”.

IL SONNO, LA PRIMA ABITUDINE DA RECUPERARE

Tra le abitudini da ristabilire, il sonno ha un ruolo centrale. Durante le vacanze gli orari possono spostarsi e, a settembre, molti bambini e ragazzi si trovano a dormire meno del necessario, con possibili ripercussioni su attenzione, apprendimento e umore.

“È importante garantire un sonno adeguato all’età – sottolinea Villani -. Nei più piccoli possono essere necessarie anche 10-12 ore di riposo. Se la sveglia è alle 7, l’orario di addormentamento deve essere compatibile con questo fabbisogno”.

Per facilitare il riadattamento è consigliabile ripristinare gradualmente gli orari già nei 5-7 giorni precedenti l’inizio delle lezioni, anticipando la cena e limitando l’uso di smartphone, tablet e videogiochi nelle ore serali.

COLAZIONE, INTESTINO, IGIENE E MOVIMENTO

Il rientro a scuola è anche il momento per consolidare altre abitudini quotidiane. La colazione non dovrebbe essere saltata: dopo il digiuno notturno, uscire di casa senza mangiare può significare arrivare a metà mattina dopo oltre dodici ore senza alimenti, con possibili effetti su energie e attenzione.

È importante inoltre dedicare il tempo necessario alla regolare funzione intestinale prima di uscire di casa e mantenere corrette abitudini di igiene personale e orale. “Sono comportamenti semplici, ma importanti per la salute – osserva Villani -. La regolarità delle abitudini quotidiane aiuta a costruire stili di vita che accompagnano il bambino durante la crescita”.

Anche l’attività fisica dovrebbe tornare a essere parte della quotidianità, non soltanto attraverso lo sport organizzato, ma anche con occasioni di movimento spontaneo: camminare, usare le scale e muoversi ogni giorno.

QUANDO IL RIENTRO FA EMERGERE UN PROBLEMA

La ripresa delle lezioni mette alla prova vista, udito, attenzione, apprendimento e capacità di adattamento ai nuovi ritmi. Nelle prime settimane possono quindi diventare più evidenti difficoltà fino a quel momento poco riconoscibili, come difetti visivi, problemi dell’udito o dell’attenzione.

In questo processo è importante anche il ruolo degli insegnanti, che osservano quotidianamente il bambino nelle attività di lettura, scrittura, ascolto e relazione con i coetanei. “L’osservazione degli insegnanti, insieme a quella dei genitori, può fornire al pediatra elementi utili per comprendere se un cambiamento rientra nel normale adattamento o se richiede un approfondimento”, spiega Villani.

Nella maggior parte dei casi il riadattamento ai ritmi scolastici richiede alcuni giorni. Se, invece, i cambiamenti persistono oltre la prima settimana o tendono ad accentuarsi, è opportuno confrontarsi con il pediatra. Più che il singolo sintomo, è importante osservare ciò che si discosta in modo significativo dalle normali abitudini del bambino: perdita di appetito, stanchezza insolita, difficoltà nei movimenti, calo dell’attenzione o del rendimento scolastico, cambiamenti rilevanti dell’umore o del comportamento.

«Non esiste un elenco di sintomi valido per tutti – precisa Villani -. È importante prestare attenzione a ciò che cambia rispetto alla normalità di quel bambino, senza allarmismi”.

VISITA OCULISTICA E VACCINAZIONI

Per i bambini che iniziano la scuola primaria, il rientro può essere anche l’occasione per verificare che siano stati effettuati i controlli preventivi. Tra questi, la visita oculistica è particolarmente importante: la scuola richiede un impegno visivo continuo, dalla lettura della lavagna alle attività in classe. “Una valutazione prima dell’inizio della scuola, soprattutto per i bambini che iniziano la prima elementare, rappresenta una buona opportunità di prevenzione”, afferma Villani.

A settembre è inoltre utile verificare che il calendario vaccinale sia aggiornato e programmare per tempo, quando indicata, la vaccinazione antinfluenzale. Con la ripresa della scuola aumentano infatti le occasioni di contatto e la circolazione delle infezioni respiratorie. Per i bambini più piccoli vanno inoltre seguite le indicazioni relative alla protezione dal virus respiratorio sinciziale, quando prevista.

Per i bambini e gli adolescenti con patologie croniche queste attenzioni sono ancora più importanti: il rientro a scuola va accompagnato da una rigorosa adesione alle vaccinazioni, che contribuisce a ridurre il rischio di infezioni e delle relative complicanze nei soggetti più vulnerabili.

IL PEDIATRA: PRIMO PUNTO DI RIFERIMENTO

Il confronto tra famiglia, scuola e pediatra consente di interpretare i cambiamenti osservati nelle prime settimane e distinguere il normale adattamento da eventuali situazioni che richiedono approfondimenti.

“La maggior parte dei bambini affronta il rientro senza particolari difficoltà – conclude Villani -. L’obiettivo non è cercare malattie, ma consolidare stili di vita salutari e riconoscere precocemente eventuali problemi. Il rientro a scuola può essere quindi un’occasione di educazione alla salute”.


LE REGOLE DEL BAMBINO GESÙ PER RIPARTIRE CON IL PIEDE GIUSTO
  • Ripristinare gli orari del sonno almeno 5-7 giorni prima dell’inizio della scuola.
  • Garantire un sonno adeguato all’età, limitando smartphone, tablet e videogiochi nelle ore serali.
  • Fare ogni mattina una colazione completa, evitando di uscire di casa a digiuno.
  • Dedicare il tempo necessario alla regolare funzione intestinale prima di andare a scuola.
  • Curare l’igiene personale e orale.
  • Muoversi ogni giorno, anche attraverso attività spontanee come camminare e fare le scale.
  • Verificare che le vaccinazioni siano aggiornate e programmare, quando indicata, la vaccinazione antinfluenzale.
  • Rivolgersi al pediatra se cambiamenti nel comportamento, nell’appetito, nel sonno o nel rendimento scolastico persistono oltre il normale periodo di adattamento.

Redazione Nurse Times

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