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Puglia, Galante: “Necessario definire la figura dell’infermiere di emergenza territoriale”

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Puglia, Galante: "Necessario definire la figura dell’infermiere di emergenza territoriale"
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Nel corso dell’evento online a tema condotto dalla Siiet il consigliere regionale ha sottolineato l’opportunità di riorganizzare la rete del 118.

“Ritengo indispensabile riaprire in Commissione Sanità la discussione sulla riorganizzazione del 118 regionale, in modo da garantire ai cittadini una migliore appropriatezza delle cure. Chiederò di audire l’assessore Lopalco e il direttore del dipartimento Salute, Montanaro, per capire a che punto siamo in seguito allo stop all’istituzione dell’Areu, dopo l’approvazione in Commissione Sanità nella scorsa legislatura, che avrebbe dovuto essere l’azienda unica regionale per l’emergenza-urgenza”. Così il consigliere regionale Marco Galante nel corso dell’evento online condotto dalla Siiet (Società italiana degli infermieri in emergenza territoriale) per presentare l’indagine conoscitiva sulla figura dell’infermiere presente nel SET 118 della regione Puglia.

“La pandemia – ha aggiunto Galante – ha reso ancora più evidenti le criticità del sistema e la necessità di definire la figura dell’infermiere di emergenza territoriale e le sue competenze, che non vanno in alcun modo a sovrapporsi con quelle del medico. A questi professionisti, che prestano servizio sulle ambulanze e sono indispensabili per mandare avanti la rete dell’emergenza-urgenza, va riconosciuto il giusto ruolo, e per questo lavoreremo anche a livello nazionale per una normativa uniforme su tutto il territorio”.

E ancora: “La norma del 1992 prevede che il personale Infermieristico professionale, nello svolgimento del servizio di emergenza, possa essere autorizzato a praticare iniezioni per via endovenosa e fleboclisi e manovre per salvaguardare le funzioni vitali, previste dai protocolli decisi dal medico responsabile del servizio. Una disposizione che da anni in Puglia non viene attuata, ma migliorerebbe la tempestività delle cure. Dobbiamo lavorare per corsi di formazione che portino alla specializzazione e all’autonomia della professione infermieristica. È arrivato il momento di un salto di qualità per questa professione, troppo spesso sottovalutata”.

Redazione Nurse Times

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