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Lesioni da pressione, PROMs e PREMs: la voce del paziente nelle cure

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Lesioni da pressione: la voce del paziente entra nella valutazione
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Una scoping review europea esamina come integrare esiti ed esperienze riferiti dai pazienti nell’assistenza ospedaliera e territoriale.

Autori: Vincenzo Abbasciano, Giuseppe Fumai, Giorgia Chetta, Gianluca Laricchia, Verdiana La Grotta, Giovanna Muto, Giuseppe Gisario, Carla Recchia, Nunzia Cappucci, Valeria Liso, Anna Maria Carrozzo


Le lesioni da pressione non possono essere valutate soltanto attraverso lo stadio, le dimensioni della ferita, la quantità di essudato, l’incidenza o i tempi di guarigione. A riportare l’attenzione sulla prospettiva della persona è una scoping review disponibile su Cureus, dedicata all’impiego delle Patient-Reported Outcome Measures (PROMs) e delle Patient-Reported Experience Measures (PREMs) nella prevenzione e nella cura delle lesioni da pressione nei contesti infermieristici ospedalieri e territoriali europei. (Cureus)

Le PROMs descrivono direttamente ciò che il paziente riferisce rispetto a dolore, capacità funzionale, qualità di vita e benessere psicologico. Le PREMs rilevano, invece, come la persona ha vissuto l’assistenza: comunicazione con i professionisti, accessibilità dei servizi, coinvolgimento nelle decisioni, coordinamento e continuità delle cure. La loro integrazione potrebbe offrire una valutazione più completa rispetto ai soli indicatori clinici tradizionali. (OECD)

Il tema è particolarmente rilevante per infermieri, specialisti in wound care e professionisti territoriali, chiamati non soltanto a prevenire o trattare la lesione, ma anche a comprendere quanto essa condizioni la vita quotidiana della persona e di chi la assiste.

PROMs e PREMs nelle lesioni da pressione: che cosa misurano

Le PROMs sono questionari standardizzati attraverso i quali il paziente riferisce il proprio stato di salute senza che la risposta venga reinterpretata da un professionista sanitario. Possono comprendere domini quali dolore, mobilità, qualità del sonno, autonomia, attività quotidiane, partecipazione sociale, ansia, benessere e qualità di vita correlata alla salute.

Le PREMs non misurano direttamente il risultato clinico della terapia, ma l’esperienza concreta dell’assistenza ricevuta. Possono riguardare la chiarezza delle informazioni, l’ascolto, il rispetto della dignità, la tempestività degli interventi, il coinvolgimento nelle scelte, la preparazione alla dimissione e il coordinamento tra ospedale, territorio e domicilio.

Secondo l’OCSE, questi indicatori permettono di colmare una lacuna dei sistemi di valutazione tradizionali, storicamente concentrati soprattutto su ricoveri, prestazioni, personale e attività erogate. Il programma internazionale PaRIS utilizza proprio PROMs e PREMs per misurare gli esiti e le esperienze che contano maggiormente per le persone assistite. (OECD)

La scelta dello strumento non può però essere casuale. Validità, affidabilità, capacità di rilevare i cambiamenti, accessibilità linguistica e sostenibilità della somministrazione sono elementi essenziali per ottenere dati utilizzabili nella pratica clinica e nel governo dei servizi. (PubMed)

Perché gli indicatori clinici non raccontano tutta la malattia

Una lesione può ridursi nelle dimensioni senza che siano necessariamente migliorati il dolore, il sonno, la mobilità o la capacità della persona di partecipare alla propria vita familiare e sociale. Allo stesso modo, una medicazione tecnicamente appropriata può essere vissuta negativamente quando il paziente non riceve spiegazioni adeguate, non viene coinvolto nelle decisioni o incontra difficoltà nel passaggio dall’ospedale al domicilio.

Una meta-sintesi qualitativa dedicata all’esperienza di pazienti e caregiver ha evidenziato come vivere con una lesione da pressione possa incidere sull’autonomia, sull’adattamento psicologico, sulla gestione quotidiana e sul rapporto con le persone che prestano assistenza. Gli autori hanno inoltre rilevato una quantità ancora limitata di ricerche centrate direttamente sull’esperienza dei pazienti e dei caregiver. (PubMed)

Una scoping review pubblicata nel 2026 sull’assistenza centrata sulla persona nel wound care ha confermato che la letteratura tende ancora a privilegiare gli esiti clinici e materiali, dedicando minore attenzione alle dimensioni relazionali, psicosociali ed esperienziali. Comunicazione, decisione condivisa, empowerment, educazione e sostegno all’autogestione emergono come componenti essenziali, ma gli strumenti utilizzati risultano eterogenei e non sempre adeguatamente validati. (PubMed Central (PMC))

Il quadro europeo: pratiche diffuse, ma applicazione ancora disomogenea

La prevenzione e il trattamento delle lesioni da pressione rappresentano da decenni una parte centrale dell’assistenza infermieristica. La disponibilità di linee guida, protocolli, scale di valutazione e superfici antidecubito non garantisce, tuttavia, un’applicazione uniforme delle raccomandazioni.

Una scoping review pubblicata nel 2026 sulle pratiche adottate negli ospedali europei ha incluso 46 studi provenienti da 18 Paesi, individuando 33 elementi strutturali e 32 aspetti relativi ai processi assistenziali. Tra le attività maggiormente analizzate figuravano la valutazione del rischio, l’ispezione della cute, il riposizionamento del paziente e l’impiego delle superfici di supporto. (PubMed Central (PMC))

La revisione ha mostrato un panorama molto articolato, nel quale conoscenze professionali, formazione, atteggiamenti, disponibilità di protocolli e organizzazione del lavoro possono influenzare l’aderenza alle pratiche preventive. La presenza di numerosi indicatori strutturali e procedurali rende evidente la necessità di sistemi di valutazione comuni e confrontabili.

Le PROMs e le PREMs potrebbero aggiungere a questo quadro una dimensione oggi meno sistematicamente rilevata: non soltanto ciò che il servizio fa, ma ciò che cambia realmente nella vita della persona e come l’assistenza viene percepita.

Ospedale e territorio: il problema della continuità assistenziale

La gestione delle lesioni da pressione attraversa spesso diversi setting: reparto ospedaliero, struttura residenziale, ambulatorio, assistenza domiciliare e medicina territoriale. In ogni passaggio possono cambiare i professionisti, le modalità di documentazione, i dispositivi disponibili e la possibilità di coinvolgere il caregiver.

Una revisione dedicata all’integrazione dell’assistenza tra ospedale e comunità ha individuato interventi come équipe multidisciplinari, consulti a distanza, strumenti condivisi di valutazione del rischio, documentazione strutturata, riunioni dedicate alle ferite e sistemi di promemoria. Gli autori non hanno però trovato studi capaci di valutare in modo completo l’aderenza alla continuità assistenziale lungo l’intero percorso ospedale-territorio. (PubMed Central (PMC))

Le PREMs potrebbero aiutare a rilevare problemi che non emergono dalla sola cartella clinica: informazioni discordanti, mancata consegna di un piano assistenziale, difficoltà nel reperire i materiali, ritardi nell’attivazione dell’assistenza domiciliare o insufficiente preparazione del caregiver.

Le PROMs, raccolte in momenti successivi, potrebbero invece documentare l’andamento di dolore, autonomia, sonno, mobilità e qualità di vita anche dopo la dimissione.

Dalla raccolta dei questionari al miglioramento dell’assistenza

Raccogliere dati riferiti dai pazienti non è sufficiente. Per produrre un cambiamento, le informazioni devono essere disponibili agli operatori, integrate nella documentazione sanitaria e utilizzate per modificare il piano assistenziale.

Una scoping review del 2026 sulla raccolta sistematica di PROMs e PREMs nell’assistenza primaria ha analizzato 18 programmi realizzati in nove Paesi, da progetti locali a sistemi inseriti nelle politiche sanitarie nazionali. La revisione indica che l’utilizzo stabile di questi strumenti richiede governance chiara, risorse, coinvolgimento di pazienti e professionisti e integrazione con i sistemi informativi sanitari. (Springer Nature)

Nel wound care, i dati potrebbero essere utilizzati a più livelli:

A livello individuale

Il punteggio riferito dal paziente può orientare il colloquio, far emergere problemi non immediatamente visibili e favorire un piano assistenziale più personalizzato.

A livello di équipe

I risultati aggregati possono evidenziare criticità ricorrenti, come dolore durante le medicazioni, informazioni insufficienti, difficoltà nella gestione domiciliare o scarsa partecipazione alle decisioni.

A livello aziendale

PROMs e PREMs possono sostenere audit, programmi di miglioramento, confronto tra percorsi assistenziali e valutazione della continuità tra ospedale e servizi territoriali.

I dati devono comunque essere interpretati insieme agli indicatori clinici. Non sostituiscono la valutazione infermieristica, l’esame della cute, la stadiazione, il giudizio clinico o gli strumenti di valutazione del rischio, ma li completano con la prospettiva della persona.

Cosa cambia per infermieri e professionisti sanitari

Per gli infermieri, l’integrazione di PROMs e PREMs potrebbe tradursi in un accertamento maggiormente multidimensionale. Alla valutazione della lesione, della cute, della mobilità, dello stato nutrizionale e del rischio dovrebbero affiancarsi domande strutturate su dolore, sonno, autonomia, benessere emotivo, capacità di autogestione ed esperienza assistenziale.

Il professionista dovrebbe inoltre individuare il momento più appropriato per la rilevazione: ingresso, comparsa della lesione, medicazioni successive, dimissione e follow-up territoriale. La periodicità deve essere sostenibile e coerente con l’obiettivo clinico, evitando questionari troppo lunghi o ripetuti senza che i risultati vengano poi utilizzati.

Un’attenzione specifica deve essere riservata alle persone con deficit cognitivi, difficoltà comunicative, fragilità o dolore intenso. La revisione del 2026 sugli approcci patient-centered in ospedale ha individuato dolore, compromissione cognitiva e limitazioni di tempo dei professionisti tra gli ostacoli al coinvolgimento del paziente. La stessa ricerca, che ha incluso 21 studi, ha evidenziato il valore di educazione, comunicazione, collaborazione e piani personalizzati nella prevenzione delle lesioni da pressione. (PubMed)

Le risposte del caregiver possono essere utili quando il paziente non è in grado di compilare autonomamente lo strumento, ma devono essere chiaramente distinte dagli esiti riferiti direttamente dalla persona.

Le indicazioni delle linee guida italiane

La linea guida italiana “Prevenzione e trattamento delle lesioni da pressione”, pubblicata nel Sistema nazionale linee guida dell’Istituto superiore di sanità nel gennaio 2025, contiene 88 raccomandazioni elaborate da AIUC insieme ad associazioni e società scientifiche, tra cui AISLeC.

Il documento punta a ridurre l’incidenza delle lesioni, uniformare i percorsi, promuovere la collaborazione multidisciplinare, limitare le pratiche prive di evidenza e migliorare i modelli organizzativi, con particolare attenzione all’assistenza domiciliare e alle differenze regionali nell’accesso alle cure. (ISS Italia)

L’inserimento della prospettiva del paziente nei percorsi aziendali sarebbe coerente con questi obiettivi, perché consentirebbe di verificare non soltanto l’adesione alle raccomandazioni, ma anche l’effetto dell’assistenza sulla vita quotidiana, sull’autonomia e sull’esperienza complessiva della persona.

Ricerca ancora frammentata: servono strumenti condivisi

L’eterogeneità degli esiti utilizzati rappresenta uno dei principali problemi della ricerca sulle lesioni da pressione. Una scoping review del 2026 ha esaminato 204 trial randomizzati e 51 revisioni sistematiche, individuando oltre 150 differenti indicatori di esito. Le misure più frequenti riguardavano superficie della ferita, guarigione completa e tempo necessario alla guarigione, mentre gli esiti riferiti dai pazienti erano meno centrali. (PubMed)

Questa variabilità rende difficile confrontare gli studi, aggregare i risultati e stabilire quali interventi producano benefici realmente importanti per le persone assistite.

La prospettiva futura dovrebbe essere quella di costruire un insieme condiviso di indicatori clinici, PROMs e PREMs, validati nelle diverse lingue e utilizzabili tanto in ospedale quanto nei servizi territoriali. L’obiettivo non è sostituire la valutazione clinica, ma superare un modello nel quale il successo coincide esclusivamente con la chiusura della ferita.

Misurare dolore, autonomia, qualità di vita, comunicazione e continuità significa riconoscere che dietro ogni lesione da pressione esiste una persona, con bisogni, priorità e aspettative che devono diventare parte integrante dell’assistenza.

Redazione NurseTimes

Allegato

Abstract

Fonte: www.cureus.com

Fonti ufficiali consultate

  • Patient-Reported Outcome and Experience Measures (PROMs and PREMs) in Pressure Injury Prevention and Care Across European Hospital and Community Nursing Settings: A Scoping Review, Cureus. Al momento della verifica, effettuata il 6 agosto 2026, la pagina rendeva identificabile il titolo dello studio, ma non esponeva integralmente abstract, autori, data di pubblicazione e risultati. Per questo motivo non sono stati attribuiti alla review dati numerici non direttamente verificabili. (Cureus)
  • Istituto superiore di sanità, Sistema nazionale linee guida, Prevenzione e trattamento delle lesioni da pressione, pubblicata il 10 gennaio 2025. (ISS Italia)
  • OECD, programma internazionale Patient-Reported Indicator Surveys – PaRIS. (OECD)
  • Riaz L. et al., Patient-Centered Approaches to Pressure Injury Prevention and Management for Adults in the Acute Care Hospital Setting: A Scoping Review, 2026. (PubMed)
  • Pressure ulcer practice in European hospitals: a scoping review, International Journal of Nursing Studies Advances, 2026. (PubMed Central (PMC))
  • Panfil E.M., Soldo F., Probst S., Mapping Person-Centred Care in Wound Management: A Scoping Review of Frameworks, Concepts and Outcome Measures, International Wound Journal, 2026. (PubMed Central (PMC))
  • Outcomes for pressure injury trials project: A scoping review and classification of outcomes reported in pressure injury treatment research, 2026. (PubMed)
  • Patient-reported outcome and experience measures in primary care: a scoping review of systematic collection and use, BMC Health Services Research, 2026. (Springer Nature)
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