E’ accaduto all’Istituto oncologico veneto. La professionista non è in pericolo di vita.
Nella giornata di giovedì scorso, 10 novembre, un paziente di 85 anni ha aggredito con un coltello una dottoressa dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova. Stando a una prima ricostruzione della vicenda, l’uomo, che doveva sottoporsi alla terapia del dolore, avrebbe rivolto l’arma contro la professionista, riuscendo a colpirla prima che intervenissero alcuni colleghi per soccorrerla e infliggendole ferite alle mani e al collo. Medicata in Pronto soccorso, la donna non sarebbe in pericolo di vita, mentre per l’anziano aggressore è scattata l’accusa di lesioni aggravate dall’uso dell’arma, con conseguenti arresti domiciliari.
Nell’esprimere la sua solidarietà verso la vittima il governatore veneto Luca Zaia ha parlato di “gesto di enorme viltà”, aggiungendo: “Si tratta di fatti che non possono essere tollerati o liquidati. Serve che il legislatore tratti questi casi con la massima severità e con norme ad hoc”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Padova, Sergio Giordani: “Troppo spesso assistiamo ad atteggiamenti ostili nei confronti del personale sanitario, visto come un nemico al quale contrapporsi. Per fortuna episodi così gravi sono rari, ma è necessario riflettere su questo fenomeno”.
Infine il commento di Domenico Maria Crisarà, presidente di Omceo Padova: “Sta venendo meno quel rapporto di fiducia che era il caposaldo del rapporto medico-paziente sino a poco tempo fa. Da eroi salvatori i medici sono ora visti come il nemico da osteggiare e da colpire in senso letterale, dando sfogo a tutta la propria violenza e insoddisfazione. Auspichiamo che le autorità preposte siano in grado di rafforzare la sicurezza nei luoghi di cura, sia per i pazienti che per i medici e gli operatori sanitari che vi lavorano”.
Redazione Nurse Times
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