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Neonata cade dalla culla: infermiere condannate a due mesi di reclusione e al risarcimento di 200.000 euro per le lesioni

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Neonata caduta dalla culla: infermiere condannate a due mesi di reclusione e al risarcimento di 200.000 euro per le lesioni
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La vicenda relativa alla caduta della neonata avvenuta nell’ospedale Fatebenefratelli di Roma si è conclusa con la condanna di un’infermiera in turno nel giorno dell’incidente.

La piccola era caduta dall’incubatrice nella notte del 23 gennaio 2012 urtando violentemente la testa sul pavimento. Le condizioni della paziente apparvero subito critiche a causa del grave trauma cranico riportato.

Dopo cinque settimane di Terapia Intensiva Neonatale la paziente venne dimessa dall’ospedale, presentando deficit motori e cognitivi negli anni successivi, riconducibili al trauma cranico.

Furono proprio le infermiere di turno a ritrovare la neonata a terra e a prestarle i primi soccorsi. Per la procura, le due infermiere responsabili del reparto di terapia sub-intensiva avrebbero causato l’incidente in seguito ad una condotta caratterizzata da negligenza, imprudenza ed imperizia, proprio come riportato nel capo d’imputazione.

Sotto accusa lo sbagliato posizionamento dell’incubatrice, rialzata lateralmente per evitare i problemi di rigurgito alla bambina e la mancata trazione del portello. Sono state giudicate colpevoli anche di non aver guardato a vista la neonata che è scivolata verso il punto più inclinato, cadendo in terra dall’altezza di un metro e cinque centimetri.

Il coordinatore infermieristico (assente nel turno notturno), il medico di guardia e le altre infermiere imputate sono successivamente stati assolti. I genitori della piccola assistiti dall’avvocato Alessia Angelini si sono costituiti parte civile.

Dopo quasi 8 anni di indagini e processi è arrivata la sentenza: le due infermiere in turno sono state condannate a due mesi di reclusione ed al versamento di un risarcimento di 200.000 euro ciascuna per le lesioni colpose procurate.

Simone Gussoni

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