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Napoli, il polo infermieristico degli Incurabili non esisterà più

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Napoli, attrezzature abbandonate all’ospedale degli Incurabili: la triste scoperta di Verdoliva
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Si chiude una pagina di storia della sanità campana. Le lezioni teoriche si terranno al presidio Elena d’Aosta.

Con la chiusura, a partire dall’anno accademico 2019/2020, che già nei precedenti mesi aveva visto l’accorpamento e la progressiva fusione al polo del corso di laurea in Infermieristica dell’Elena d’Aosta di Napoli, il polo Incurabili non esisterà più. Già nell’aprile scorso la struttura ospedaliera Santa Maria del Popolo degli Incurabili era balzata all’occhio mediatico per alcuni crolli avvenuti all’interno della chiesa e della farmacia storica e alla loro successiva chiusura, che ha visto poi il trasferimento tempestivo del personale e dei reparti dell’Asl Na 1, tra il Pellegrini e l’Ospedale del Mare.

Si smantella così la storia di un ospedale plurisecolare fatta di eccellenze, tra cui il medico Giuseppe Moscati, così come si spegne il polo infermieristico che ha visto formare numerosi professionisti che hanno contribuito e che continuano a collaborare con il Servizio sanitario nazionale in ospedali all’avanguardia ed eccellenti tra Nord e Centro Italia. Il polo Incurabili si è contraddistinto come una risorsa fondamentale,  riuscendo a creare un connubio strettissimo e virtuoso tra teoria e pratica, consolidato da decenni nelle strutture messe a disposizione dall’Asl Na 1. È una perdita storica significativa, a cui fa seguito un retaggio nostalgico legato alla storia e alla cultura che segna questo luogo.

Cosa cambia ora per gli studenti di Infermieristica iscritti a quella sede? Ben poco. Le lezioni teoriche si terranno al presidio sanitario Elena d’Aosta, che per molto tempo è sembrata quasi rivale agli occhi degli studenti degli Incurabili, mentre l’attività di tirocinio sarà mantenuta nelle strutture offerte sul territorio. Il livello formativo proposto continuerà certamente a garantire ai nuovi professionisti gli stessi standard, eppure non sarà più lo stesso. Mantenere una capillarità dei poli formativi sarebbe stato auspicabile, ma l’evoluzione universitaria, e soprattutto la sicurezza strutturale, erano necessarie, sebbene si sia perso un tesoro inestimabile, di valore plurisecolare, che non tornerà più come prima.

Anna Arnone

 

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