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Morì dopo essere caduto da una barella: chiesta l’archiviazione per i 9 medici indagati

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Morì dopo essere caduto da una barella: chiesta l'archiviazione per i 9 medici indagati
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Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul decesso del 76enne Antonio Lamberti, avvenuto il 1° gennaio a Salerno dopo un primo ricovero a Mercato San Severino. La famiglia chiede nuove indagini.

La Procura di Nocera Inferiore ha chiesto l’archiviazione per mancanza di responsabilità a carico dei nove medici indagati nell’ambito dell’inchiesta riguardante la morte di Antonio Lamberti, 76enne di Roccapiemonte, avvenuta il 1° gennaio scorso all’ospedale Ruggi di Salerno dopo il ricovero del 28 dicembre al Fucito di Mercato San Severino. All’uomo risultò fatale il grave trauma cranico seguito alla caduta da una barella su cui era rimasto in attesa per tre giorni perchè al Fucito mancavano posti letto. La famiglia, però, si è opposta con una memoria, pretendendo nuove indagini.

La consulenza della Procura spiega che il trauma cranico fu conseguenza di un’insufficienza cardiorespiratoria che condusse alla morte il paziente. “Non emergono elementi utili a dare riscontro ai fatti denunciati dai familiari del Lamberti – si legge nella richiesta di archiviazione -, in quanto dalla lettura del referto medico emerge che il paziente si alza dal lettino senza avvisare il personale sanitario, sebbene fosse stato istruito in tal senso, e che sopraggiungeva, poi, un episodio sincopale con successiva caduta al suolo”.

Nella memoria della famiglia si legge invece che il paziente era soggetto “non deambulante”, dunque incapace di camminare, e che pertanto “lascia completamente esterrefatti la mancanza assoluta di indagini: è stata semplicemente disposta la consulenza, senza disporre alcun accertamento, alcuna sommaria informazione testimoniale e senza cercare di recuperare le immagini, sebbene sovrascritte”. Pertanto i parenti chiedono di fotografare il luogo dove avvenne la caduta dalla barella, a loro dire sprovvista di dispositivi di protezione, e di verificare se il “piano anticaduta” fosse stato attuato “al di là del semplice recepimento”.

Infine chiedono di verificare il numero di pazienti presenti in quei tre giorni, acquisire le immagini relative al giorno della caduta mediante una consulenza tecnica, di sentire gli operatori presenti, e di chiarire “da dove fosse emersa la notizia della caduta del signor Lamberti non direttamente dalla barella, ma a seguito del presunto ma indimostrato tentativo di alzarsi per espletare funzioni fisiologiche”.

Redazione Nurse Times

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