L’assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso, vorrebbe introdurre un incentivo economico per arrestare l’emorragia di sanitari allettati dagli stipendi svizzeri.
L’assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso, ha annunciato l’intenzione di introdurre un’indennità di confine a favore del personale sanitario comasco. L’obiettivo è arginare la fuga di medici e infermieri verso il Canton Ticino e la Svizzera in generale, dove percepiscono stipendi ben più allettanti di quelli percepiti in Italia.
L’annuncio di Bertolaso è arrivato a margine di una visita all’ospedale Sant’Anna, da tempo alle prese con difficoltà di gestione del Pronto soccorso legate a tempi di attesa spesso lunghissimi. È l’effetto non solo della carenza di personale infermieristico, ma anche della diminuzione dei medici di famiglia, dovuta alla scelta, che molti di loro hanno fatto, di lavorare in Svizzera.
Risultato: i medici che restano in Italia devono sostenere il peso di un numero elevatissimo di pazienti. Va da sé che non è facile trovare il proprio medico di famiglia. Così, in caso di bisogno, anche per malanni da poco, ci si rivolge ai pronto soccorso, intasandoli ulteriormente e prolungando a dismisura i tempi di attesa.
“Questo ospedale – ha detto Bertolaso, riferendosi al Sant’Anna – è un’eccellenza che forma giovani infermieri, risorse specializzate e cresciute dal nostro sistema, che poi preferiscono andare in Svizzera a guadagnare più soldi. Difficile raddoppiare gli stipendi, ma qualche incentivo potrebbe indurli a restare vicino a casa”.
Redazione Nurse Times
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