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Mariano Comense, residenza per anziani abusiva: infermiere-gestore sarà sospeso dall’Opi

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Mariano Comense, residenza per anziani abusiva: infermiere-gestore sarà sospeso dall’Opi
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Convocato il consiglio direttivo straordinario per avviare il procedimento disciplinare nei confronti di Salvatore Valenti.

Salvatore Valenti, gestore della casa di accoglienza per anziani Convivendo di Mariano Comense sarà sospeso dall’Opi Como. La decisione è arrivata nella giornata di ieri a seguito dei risvolti dell’indagine condotta dal Nucleo dell’Ispettorato del lavoro, che ha portato all’arresto dell’infermiere di 44 anni, con l’accusa di sfruttamento del lavoro all’interno di quella che per molti era una residenza per anziani abusiva.

Una volta escluso un caso di omonimia, “l’Ordine ha registrato con estremo rammarico l’iscrizione al proprio albo professionale” di Valenti, e per questo “ha avviato un procedimento disciplinare di sospensione cautelare, mediante convocazione di un consiglio direttivo straordinario, sino a completamento di indagini e pronunciamenti da parte delle autorità competenti”. Lo fa sapere in una nota il presidente Dario Cremonesi. “L’ulteriore provvedimento definitivo” sarà adottato in base all’evolversi delle indagini.

Lunedì il giudice per le indagini preliminari di Como ha convalidato l’arresto sia di Valenti che della sua convivente Anjela Bostan, anche se per quest’ultima sono stati concessi i domiciliari. Interrogati in carcere dal gip perché considerati responsabili dell’attività di casa accoglienza, alla presenza del loro legale, entrambi hanno risposto alle domande del magistrato, sia per fare alcune ammissioni sul loro ruolo che per fornire chiarimenti sulle accuse più gravi. In particolare quella di sfruttamento del lavoro, che ha spalancato loro le porte del carcere Bassone: avrebbero trasformato una decina di persone in stato di bisogno in badanti, in nero.

Una svolta non tanto sulle indagini per chiarire la natura della casa di accoglienza Convivendo, mai riconosciuta come tale dal Comune, quanto sull’indagine per omicidio colposo, aperta lo scorso novembre, in seguito alla morte di una 70enne ospite della struttura. Venerdì scorso, al termine di una settimana di controlli, si è svolto l’ultimo blitz delle forze dell’ordine sulle strutture dove operava la onlus, tradotto nel sequestro degli immobili disposto dal Nil in un’operazione che ha coinvolto anche i Nas, i carabinieri, l’Ats Insubria, la polizia locale e gli operatori dei servizi sociali del Comune.

“Occorre sottolineare che questo Ordine si dissocia dagli agiti oggetto di reato, che sono in netta antitesi con l’etica e la deontologia che contraddistinguono la professione infermieristica”, puntualizza Cremonesi nella nota. Ieri il presidente dell’Ordine aveva già sottolineato come «l’abusivismo della professione stessa (gli operatori reclutati per l’assistenza agli ospiti non ne avevano le qualifiche, ndr), che l’Ordine contrasta e notifica alle autorità competenti, svilisce il rapporto di fiducia e professionalità garantito da colleghi qualificati».

Redazione Nurse Times

Fonte: La Provincia

 

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