Roma, 1 dicembre – “Quella dell’indennità specifica infermieristica è una battaglia che portiamo avanti da mesi e che ci auguriamo non venga annacquata in Legge di Bilancio”.
Lo afferma, in una nota, il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega. “Per arrivare a questo primo riconoscimento – continua – abbiamo a lungo sensibilizzato le forze politiche; anche con una pacifica e partecipata manifestazione in piazza Montecitorio lo scorso 15 ottobre.
Questa indennità, dunque, è un primo passo importante per l’intera categoria perché ha un valore, più che economico, simbolico. Significa riconoscere l’infermiere quale unica figura professionale che garantisce la presa in carico e la continuità assistenziale tra i vari setting; come durante questa pandemia è emerso in tutta la sua evidenza”.
Nursind, quindi, torna a ribadire che “non si tratta di un’offesa, come pure qualcuno ha erroneamente pensato, nei confronti delle altre professioni. Non fosse altro perché la misura in manovra non è una conquista di oggi. L’indennità specifica per gli infermieri, tolta 21 anni fa, viene solo reintrodotta”.
“Siamo fiduciosi che, dopo la sensibilità dimostrata dal governo e da molti parlamentari nell’accogliere le nostre istanze – conclude Bottega -, non ci attendano soprese in manovra. Anche un mezzo ripensamento sarebbe, infatti, per noi un passo indietro clamoroso.
Anzi, coltiviamo la speranza che questo esecutivo faccia un ulteriore sforzo per far sì che l’indennità possa essere erogata agli infermieri già dal primo gennaio, come è previsto per i medici. Siamo nel pieno di una seconda ondata, con personale stremato e ferie revocate, e un sostegno alla categoria sarebbe davvero di grande conforto”.
Ufficio stampa Nursind
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