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Mancano medici: il Molise richiama quelli in pensione

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Mancano medici: il Molise richiama quelli in pensione
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Riprendiamo un articolo del Sole 24 Ore che analizza la paradossale situazione generata da una direttiva del commissario alla Sanità regionale.

L’Italia non è un Paese per giovani. Neanche l’Italia dei camici bianchi. Lo conferma la scelta del Molise, che per riempire i buchi in organico sceglie di attingere non tra i giovani medici specializzandi, ma tra chi il lavoro lo ha già lasciato. Cercansi “medici specialisti in quiescenza”, si legge nella decisione del commissario alla Sanità regionale, Angelo Giustini, arrivata in risposta all’allarme lanciato dall’Unità di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale “Cardarelli” di Campobasso sulle “gravissime difficoltà di personale medico in dotazione”, accanto a “grosse difficoltà a garantire una corretta turnazione”.

A fronte di denunce quotidiane sulla carenza di medici, sull’emergenza pensionistica e sui 10mila giovani dottori incappati nell’imbuto formativo, fermi in attesa di specializzazione, la scelta del Molise suona come una resa . Una “non scelta”, verrebbe da dire. Uno sguardo al passato, pur di non decidersi a sciogliere i tanti nodi del presente. Nodi che arrivano anzitutto da uno dei mali del Paese: l’incapacità di programmare. A partire dai bisogni reali e dai numeri in campo. E a prescindere dagli interessi di parte, che pesano tanto da diventare imperdonabili, quando si tratta di garantire il diritto alla salute. Si stenta a credere, infatti, che l’errata programmazione dei fabbisogni, certificata dall’ultima indagine Anaao Assomed, derivi da mere sviste. Se così fosse, la priorità di ministeri e Regioni sarebbe correggere subito la rotta. A partire da un’adeguata valorizzazione delle risorse più fresche in campo.

La tenuta del Ssn è affidata in buona parte a chi quotidianamente è impegnato nel portare la sanità e la salute pubblica ai pazienti. Medici e infermieri in prima linea. Categorie segnate da anni di tagli e da un sotto-finanziamento cui la stessa Corte dei conti ha chiesto di porre rimedio. Un esercito di professionisti che il nostro sistema universitario forma a livelli d’eccellenza e che rischia di disperdersi fuori dal Ssn o dai confini nazionali. L’Europa aspetta i nostri giovani a braccia aperte: solo per i medici, si stima nell’Ue una carenza di 260mila unità. Se continueremo a tenere le nuove leve ai margini, dopo aver investito su ciascuna almeno 150mila euro, a perderci sarà tutto il Paese.

Redazione Nurse Times

Fonte: Il Sole 24 Ore

 

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