Home NT News L’abito non fa il monaco, ma quando è inadeguato crea seri problemi
NT News

L’abito non fa il monaco, ma quando è inadeguato crea seri problemi

Condividi
Condividi

563b636d4a

In un estate torrida in cui mille problemi attanagliano gli operatori sanitari (dalle dotazioni organiche ridotte, ferie, ecc. ecc.), in un Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari) si è pensato bene di rendere più fastidiosa questa stagione.

Infatti, negli ospedali di Trento e Rovereto, la direzione aziendale dopo averci lavorato sopra appena tre anni, ha provveduto a cambiare le divise del personale infermieristico e degli altri operatori, dal primo luglio i poveri colleghi si sono ritrovati una divisa contenente il 50% di fibre sintetiche.

Gli infermieri non indossano più la casacca bianca, ma azzurra con una nuova tipologia di colletto alla coreana e pantalone bianco.

Vi chiederete: dov’è il problema?

Ovviamente non è solo un problema di colore, ma di sicurezza per i lavoratori. Infatti le nuove divise provocano eritemi sulla pelle degli operatori per effetto di rilascio dal tessuto di colle ed altre sostanze chimiche.

Oltre al problema degli eritemi, queste divise provocano problemi di riconoscimento delle varie figure professionali, e come se non bastasse non sono più personali ma condivise con i colleghi che hanno le stesse misure (e ci hanno pensato tre anni!!).

Ora gli operatori per cercare di risolvere il problema sono costretti ad organizzare una raccolta di firme per cercare di ottenere la sostituzione delle divise inidonee.

A promuovere quest’iniziativa è la Cisl Fp Trentino, che ha già avuto modo di incontrare la dirigenza aziendale interessata, in particolare il Servizio ospedaliero e amministrativo del Sop, ma che chiede con urgenza il ritiro delle nuove divise in tutta l’Apss, la riconsegna dei vecchi completi personalizzati e un ulteriore incontro con i piani alti.

«I disagi dovuti alle allergie sono solo uno dei problemi che il nuovo cambio di completi sanitari ha provocato – continua Dalledonne -. Un cambio su cui tra l’altro l’Apss sta lavorando da tre anni».

Vincenzo Ricchiuti

 

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Concorso per infermieri in Piemonte: colloqui orali svolti a porte chiuse? Due ricorsi al Tar rischiano di bloccare le assunzioni
NT News

Quando il problema non è il concorso, ma il messaggio che manda

In Puglia scoppia la polemica per la nomina di un medico a...

Buoni pasto, riconosciuto il diritto di una dipendente dell'Asp Messina
NT NewsPugliaRegionali

Ospedale Perrino di Brindisi: riconosciuto il diritto al pasto dopo 6 ore di lavoro

All’ospedale Perrino di Brindisi è stato ufficialmente riconosciuto il diritto al pasto...

CdL InfermieristicaNT NewsStudenti

Curare con la parola: l’arte della comunicazione strategica nelle cure complementari infermieristiche

Raffaella Martini: Infermiera specializzata in Infermieristica Legale e Forense e in Counseling...

Rinnovo contratto. Coina "riconoscere economicamente la responsabilità e professionalità degli infermieri"
NT News

Assistente infermiere, COINA: “Con l’intervento di Enpapi al Tar si rafforza la battaglia contro un progetto paradossale e deleterio”

“È una scorciatoia che indebolisce l’assistenza e isola la linea FNOPI” L’intervento...