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Intramoenia agli infermieri, Bufalo (Opi Piemonte): “Il confronto bipartisan è un segnale importante”

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Infermieri in deroga, Bufalo (Opi Torino): "Servono più controlli"
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“Il fatto che sulla possibilità di estendere l’intramoenia agli infermieri si stia costruendo un confronto che supera le appartenenze politiche è un segnale importante. Significa riconoscere che la carenza di professionisti e la necessità di rendere nuovamente attrattiva la professione infermieristica sono questioni che riguardano l’intero sistema sanitario e che richiedono risposte condivise”. Così Ivan Bufalo, presidente di Opi Torino e del Coordinamento Opi Piemonte, commenta il dibattito in Consiglio regionale sulla proposta di estendere agli infermieri la possibilità di esercitare attività libero-professionale intramuraria.

“Abbiamo sostenuto da tempo la necessità di superare gli attuali limiti all’esercizio della libera professione per gli infermieri dipendenti del Servizio sanitario nazionale – prosegue Bufalo –. Per questo consideriamo significativo che una proposta avanzata da Luigi Icardi trovi attenzione anche da parte di Daniele Valle. Su questioni di questa portata è positivo che maggioranza e opposizione riescano a confrontarsi partendo dalle esigenze concrete del sistema sanitario e dei professionisti”.

Per Opi Torino l’estensione dell’attività libero-professionale rappresenterebbe uno degli interventi utili a rafforzare l’attrattività della professione infermieristica, insieme al riconoscimento delle competenze, dell’autonomia e delle responsabilità professionali e alla costruzione di percorsi di carriera adeguati.

“Ringraziamo Icardi e Valle per avere contribuito ad aprire questo confronto e riconosciamo all’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi l’attenzione che in questi anni ha dedicato ai temi della professione infermieristica – conclude Bufalo -. La sanità ha bisogno anche di questo metodo: davanti a problemi strutturali, trovare punti di convergenza e costruire risposte che possano andare oltre i colori politici”.

Redazione Nurse Times

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