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Infermiere accusato da paziente di stupro: sospeso dal servizio per 30 giorni

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Infermiere denunciato da paziente per stupro: sospeso dal servizio per 30 giorni
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L’infermiere accusato di violenza sessuale in servizio presso l’Area Vasta 3 è stato immediatamente allontanato dal servizio.

Il direttore Alessandro Maccioni ne ha disposto la sospensione dal reparto di Psichiatria per trenta giorni. Sarebbe accusato di aver avuto un rapporto sessuale con una paziente trentenne, dallo stesso definita però come consenziente

Riportiamo di seguito l’intervista rilasciata dal direttore Maccioni a “Il resto del Carlino”:

Direttore Maccioni, come è giunto a questa decisione?

«Siamo in presenza di un’ipotesi molto grave, riferita a quella che è stata definita una condotta vile e delittuosa anche dalla questura di Macerata.

Il direttore medico del presidio ospedaliero unico dell’Area Vasta e il dirigente delle professioni sanitarie dell’area infermieristica e ostetrica mi hanno segnalato che il dipendente in questione avrebbe commesso un grave reato, di rilevanza sia disciplinare che penale, in orario e sul luogo di servizio.

Un evento rispetto al quale è stato richiesto l’intervento della polizia giudiziaria. Vista la gravità dei fatti segnalati, per tutelare l’incolumità delle persone e garantire il regolare svolgimento delle attività assistenziali, ho ritenuto necessario sospendere il dipendente, in attesa degli esiti dell’indagine in corso».

Da quando ha effetto la sospensione?

«Da subito. Domani (oggi, ndr) il dipendente in questione non sarà al lavoro».

La Procura sta indagando. Voi, per quanto di vostra competenza, farete altrettanto?

«Assolutamente sì. Il provvedimento di sospensione è stato trasmesso al presidente dell’ufficio per i procedimenti disciplinari, che cercherà di accertare quanto accaduto, raccogliendo ogni elemento utile, ascoltando medici e infermieri.

Non c’è soltanto una possibile rilevanza penale, su cui sta indagando la magistratura, ma anche una eventuale violazione del contratto di lavoro».

L’infermiere avrebbe detto che non c’è stata violenza, che la ragazza era d’accordo.

«Non entro nel merito di qualcosa su cui sta indagando la magistratura. Ma è ovvio che, qualora fosse accertata, la violenza sarebbe un fatto gravissimo: dal punto di vista penale, innanzitutto, ma anche da quello professionale, visto che sarebbe stata consumata in orario di servizio e per di più all’interno dell’ospedale.

Qualcosa di inaccettabile, lesivo della dignità di tutti gli altri operatori, dei pazienti e dei cittadini. Per questo, anche sul fronte disciplinare, saremo inflessibili».

Fino ad arrivare al licenziamento?

«Se i fatti saranno accertati, sì».

È mai accaduto qualcosa del genere in passato?

«Non mi risulta».

Prenderete provvedimenti per garantire una maggiore sicurezza?

«La sicurezza è generalmente garantita, anche se, ovviamente, non si possono prevedere certi comportamenti. In ogni caso, studieremo attentamente la situazione e vedremo se sia necessario mettere in atto altri interventi».

Simone Gussoni

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