Dopo sei anni il giudice ha stabilito che non vi fu responsabilità delle due professioniste nel decesso del 65enne Gheorghe Andoni.
Due infermiere accusate di essere responsabili della morte di un paziente durante un incendio all’ospedale San Camillo di Roma sono state prosciolte perché “il fatto non sussiste”. I fatti risalgono al 2016, quando le fiamme divamparono in piena notte all’interno della struttura, interessando una sola stanza del reparto di Medicina generale, situato al secondo piano. L’immediato l’intervento dei vigili del fuoco non bastò a evitare il decesso di Gheorghe Andoni, un cittadino moldavo di 65 anni.
Il compagno di stanza della vittiuma raccontò di aver lanciato l’allarme dopo aver visto le fiamme sotto il suo letto. Le due infermiere accorsero per prime, insieme ad alcune guardie giurate, ma non riuscirono a mettere in salvo il paziente, bloccato nel letto a causa dell’amputazione di un piede. In seguito furono indagate, essendo ritenute responsabili di un intervento non adeguato. A distanza di sei anni il giudice le ha invece prosciolte, ritenendo che, come raccontato da un testimone, abbiano agito tempestivamente, prodigandosi per spegnere il rogo con gli estintori in dotazione, sebbene la stanza fosse completamente avvolta da fiamme e fumo.
Redazione Nurse Times
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