Gentile Direttore di NurseTimes,
mi chiamo Elena e sono una infermiera ed esercito in Veneto.
Intervengo nel dibattito sulla nuova figura dell’operazione socio sanitario con formazione complementare.
Le attività attribuite, previa valutazione e indicazione dell’infermiere descritte nella tabella mi lasciano esterefatta.
Leggo con stupore che potrà assistere i pazienti con tracheostomia, effettuare l’aspirazione delle secrezioni, con grosse responsabilità che saranno in capo all’Oss.
Mi chiedo: siamo certi che l’infermiere sarà esente da ogni responsabilità?
Può qualche ora di formazione teorica trasferire competenze dall’infermiere all’oss?
Sulla somministrazione delle prescrizioni terapeutiche da parte dell’oss con f.c. sorgono diversi dubbi e si configirerebbe l’abuso della professione infermieristica.
Un abuso che viene approvato dall’ente che invece avrebbe dovuto tutelarci.
La somministrazione della terapia non può essere consentita senza avere un minimo di preparazione sulla farmacologia. Ma la cosa più grave è che non è ancora chiaro se sarà questa nuova figura a firmare il Foglio unico di terapia o sarà l’infermiere. Questo aspetto creerà non pochi problemi di convivenza professionale.
Il tutto con il benestare di Opi e Fnopi, forse ancora troppo lontani dalla realtà che vivono gli infermieri. Questo non fa altro che aumentare il distacco con la base, una rappresentanza professionale incapace di proiettare gli infermieri verso le competenze avanzate con rispettivo riconoscimento economico…cosa invece riuscita con gli Oss del Veneto.
E pensare che gli OPI del Veneto e la stessa Fnopi aveva fatto ricorso al TAR con i soldi degli iscritti che ora invece sono beffati da scelte non condivise dalla maggioranza degli infermieri italiani.
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Redazione Nurse Times
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