Le trattative per il rinnovo contrattuale del comparto sanità sono entrate nel vivo. Le pandemia non è ancora alle spalle ma sembra che degli eroi ci si sia già dimenticati. I primi comunicati stampa parlano di aumenti tabellari medi di 90€, cifra inferiore agli altri rinnovi in programma (vedi comparto sicurezza che già è stato più alto nel 2018) e ben lontano dal colmare il gap creato in 20 anni di contratti farsa. Lontano dalle aspettative di chi ha dato il massimo nell’ultimo anno e mezzo.
Dagli anni ’90 inoltre, non sono mai state riviste le indennità specifiche e pare che governo e sindacati abbiano nuovamente fretta di chiudere l’accordo.
Con questa petizione si vuole portare all’attenzione delle parti l’estremo disappunto per la direzione presa e stabilire delle condizioni economiche sine qua non il contratto non deve essere firmato.
Con la firma della petizione si chiede da un lato al governo di rivedere gli stanziamenti e dall’altro ai sindacati di non firmare un contratto che non abbia i seguenti requisiti economici minimi:
- Aumenti medi dello stipendio tabellare di 120€
- Indennità 3 turni 6€ (attuale 4,49)
- Indennità 2 turni 3€ (attuale 2,07)
- Servizio di pronta disponibilità 25€ (attuale 20,99)
- Lavoro festivo 23€ (attuale 17,82) e proporzionale incremento del parziale (attuale 8,91)
- Terapie intensive e sala operatoria 5,50€ (attuale 4,13)
- Terapie sub-intensive e dialisi 5€ (attuale 4,13)
- Malattie infettive, assistenza domiciliare e Sert 6€ (attuale 5,13)
- Lavoro notturno 4€ (attuale 2,74)
Questa volta facciamo sentire la nostra voce e condividiamo con tutti i mezzi (whatsapp, Telegram, gruppi e profili facebook, Twitter, Instagram ecc.) il link della petizione ai colleghi.
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