Istituzioni e professionisti riuniti a Roma su prevenzione, ictus e riabilitazione. Presente anche il pugliese dott. Tommaso De Ruvo
ROMA – La Giornata Mondiale della Fisioterapia 2026 porta al centro del dibattito sanitario nazionale il ruolo della riabilitazione nella prevenzione, nella cura e nel recupero delle persone colpite da patologie cardiovascolari e ictus.
L’8 settembre, presso l’Auditorium “Cosimo Piccinno” del Ministero della Salute, istituzioni, professionisti sanitari e rappresentanti del mondo scientifico si sono confrontati in occasione dell’appuntamento promosso dalla FNOFI – Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Sanitaria di Fisioterapista.
Una giornata che ha rappresentato non soltanto una celebrazione della professione, ma soprattutto un’occasione per discutere del contributo che la fisioterapia può offrire all’interno dei moderni percorsi assistenziali del Servizio sanitario nazionale, dall’ospedale al territorio.
Fisioterapia, prevenzione e ictus al centro del confronto
Il tema scelto per l’edizione 2026 ha riguardato in particolare le malattie cardiovascolari e l’ictus, con un approfondimento sul ruolo della fisioterapia nelle diverse fasi del percorso di salute.
Il programma ufficiale della FNOFI prevedeva infatti la tavola rotonda dal titolo “Il ruolo cruciale della fisioterapia nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione delle malattie cardiovascolari e dell’ictus”, organizzata dalla Federazione con la collaborazione dell’Associazione Italiana di Fisioterapia – AIFI.
Un’impostazione che supera una visione della riabilitazione confinata esclusivamente alla fase successiva all’evento acuto. Prevenzione, trattamento e recupero funzionale diventano parti di un percorso assistenziale che richiede continuità, tempestività e collaborazione tra differenti professionisti della sanità.
Il presidente FNOFI Piero Ferrante ha richiamato proprio la necessità di considerare prevenzione, cura e riabilitazione come componenti integrate dello stesso processo assistenziale.

Schillaci, Locatelli e Gemmato all’appuntamento del Ministero
Alla giornata hanno preso parte rappresentanti di primo piano delle istituzioni.
Il programma FNOFI indicava, tra gli altri, la partecipazione del ministro della Salute Orazio Schillaci, del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, insieme a rappresentanti del Parlamento, delle Regioni, del Ministero e della comunità scientifica.
Particolare attenzione è stata rivolta alla necessità di garantire una presa in carico riabilitativa tempestiva e integrata, elemento importante sia per la qualità di vita dei cittadini sia per la sostenibilità complessiva del Servizio sanitario nazionale.
Il tema assume una rilevanza crescente davanti alla necessità di costruire percorsi capaci di accompagnare la persona dopo la fase acuta, ridurre le conseguenze della disabilità, recuperare quando possibile autonomia funzionale e garantire continuità assistenziale.
La presenza della FNOPI e il valore dell’integrazione professionale
All’incontro era presente anche la FNOPI – Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, rappresentata dalla presidente Barbara Mangiacavalli.
Una partecipazione significativa perché richiama uno degli aspetti centrali dell’evoluzione dell’assistenza sanitaria: la necessità di costruire percorsi realmente multiprofessionali e multidisciplinari.
Nella gestione della persona colpita da ictus o affetta da patologie cardiovascolari, infatti, il risultato assistenziale dipende dall’integrazione delle differenti competenze presenti nel sistema sanitario.
Medici, infermieri, fisioterapisti e gli altri professionisti sanitari intervengono con competenze specifiche all’interno di un percorso che deve essere organizzato intorno ai bisogni della persona, evitando frammentazioni tra fase ospedaliera, riabilitazione e assistenza territoriale.
È proprio questa capacità di lavorare in équipe che rappresenta una delle sfide centrali della medicina e della sanità contemporanea.
Tra i professionisti anche il pugliese Tommaso De Ruvo
Tra i partecipanti all’appuntamento romano anche il pugliese Tommaso De Ruvo, dipendente dell’ASL Bari e dottorando di ricerca presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
De Ruvo è impegnato nell’ambito della riabilitazione e della ricerca internazionale sull’Intelligenza Artificiale applicata alla sanità.
Una presenza che evidenzia anche il rapporto sempre più stretto tra attività clinico-assistenziale, ricerca e innovazione tecnologica.
L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale alla salute e alla riabilitazione rappresenta infatti uno degli ambiti di ricerca che potrebbero contribuire, nel futuro, allo sviluppo di strumenti di supporto alla valutazione funzionale, alla personalizzazione dei percorsi e al monitoraggio degli esiti.
L’innovazione, tuttavia, dovrà necessariamente accompagnarsi alla valorizzazione delle competenze professionali e a modelli organizzativi capaci di integrare le nuove tecnologie all’interno di percorsi clinico-assistenziali appropriati.
Dall’ospedale al territorio: la riabilitazione come parte del percorso di cura
Uno dei messaggi emersi dalla Giornata Mondiale della Fisioterapia 2026 riguarda quindi la necessità di considerare la riabilitazione come parte integrante della presa in carico e non come una fase separata del percorso.
Dopo un ictus o un evento cardiovascolare, la tempestività dell’intervento e la continuità tra ospedale e territorio possono diventare elementi determinanti nella costruzione del progetto riabilitativo e assistenziale.
Da qui l’importanza di sviluppare modelli organizzativi nei quali professionisti e servizi comunichino tra loro, accompagnando il cittadino nelle differenti fasi del percorso.
Il confronto al Ministero ha ribadito proprio la centralità della riabilitazione e la necessità di realizzare percorsi sempre più multidisciplinari, innovativi e integrati, valorizzando contemporaneamente ricerca e competenze delle professioni sanitarie.
Una sfida per il Servizio sanitario nazionale
La celebrazione dell’8 settembre lascia quindi spazio a un tema che va ben oltre la singola giornata: quale ruolo attribuire alla fisioterapia e, più complessivamente, alla riabilitazione all’interno del futuro Servizio sanitario nazionale.
La crescente attenzione verso cronicità, disabilità, prevenzione e assistenza territoriale impone infatti di rafforzare l’integrazione tra professioni e servizi, facendo della continuità delle cure uno degli elementi centrali dell’organizzazione sanitaria.
Il confronto promosso dalla FNOFI al Ministero della Salute rappresenta in questa prospettiva un ulteriore momento di dialogo tra istituzioni, professionisti e comunità scientifica. L’obiettivo, anche per i prossimi sviluppi, sarà tradurre principi e confronto scientifico in percorsi assistenziali concretamente accessibili ai cittadini, capaci di coniugare prevenzione, cura, riabilitazione, innovazione e qualità dell’assistenza.
Redazione NurseTimes
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