Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampo a firma di; Danilo Massai, presidente CNAI Toscana; Francesco Rossi, responsabile del Gruppo Toscana di area nefrologica; Salvatore Angilieri, referente Gruppo infermieristica malattia renale CNAI Toscana; Silvia Corti, Brand Ambassador EDTNA/ERCA; Cristina Mechini, Referente Toscana SIAN.
La malattia renale colpisce circa 4,5 milioni di italiani e ogni anno a molti cittadini della Toscana, inclusi bambini, viene diagnosticata una qualche forma di insufficienza renale. La professione infermieristica in nefrologia e dialisi risponde ai diversi ed emergenti bisogni di salute dei pazienti nefropatici, con oltre 700 infermieri impegnati in competenze avanzate.
A tal proposito il Gruppo infermieri di aria nefrologica Toscana (GIANT) lavora per migliorare l’assistenza infermieristica nella nostra regione, anche attraverso il riconoscimento delle competenze e della loro certificazione, come avviene in altri Paesi. Con gli stessi obiettivi operano anche associazioni internazionali come la European Dialysis and Transplant Nurses Association/European Renal Care Association (EDTNA/ERCA), presente anche in Toscana.
L’infermiere di nefrologia e dialisi è responsabile della presa in carico del paziente in tutte le fasi della malattia, dalla predialisi al trattamento del paziente cronico, collaborando con medici di base e nefrologi, nonché con le figure emergenti dell’infermiere di famiglia e comunità e dell’infermiere scolastico, per promuovere i corretti stili di vita e la prevenzione.
I gruppi di auto-aiuto, come la storica associazione dei pazienti ANED e i gruppi infermieristici come La CNAI e la Società infermieri di area nefrologica (SIAN), oltre che alla presa in carico precoce del paziente nefropatico, contribuiscono al miglioramento delle cure e del trattamento della persona affetta da malattia renale cronica e acuta.
Secondo elevati e aggiornati standard professionali, valorizzano le competenze specialistiche degli infermieri e degli altri operatori sanitari che si occupano di tutti gli stati della malattia renale, con interventi educativi, conservativi, dietetico/nutrizionali, sostitutivi (dialisi e trapianto) e palliativi. L’obiettivo è ridurre la progressione della malattia e informare sul percorso di donazione, incrementando programmi di trapianto renale in tutti i suoi aspetti.
Redazione Nurse Times
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